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  • [recensione] This Is What Makes Her Lana (ITA)

    5 fév. 2012, 23h01m



    Rating: ★★★☆○ (3.5/5)
    Year: 2012
    Label: Stranger/Interscope

    Sono mesi che sentiamo parlare di Lana Del Rey, è vero, ma sono anni che sentiamo parlare di Rihanna e Lady Gaga. Messe lì dal music business per tenere in piedi un'industria che ha avuto momenti migliori, le popstar si impongono a volte come manager di sé stesse, altre sembrano non saper fare nulla senza l'abile mano di una casa discografica che le sposti a suo piacimento assegnando loro quello che in quel momento radio, tv musicali, Youtube e tasti di condivisione potrebbero meglio fagocitare. Spesso il pop da classifica ci attira, con le sue melodie facili e i suoi slogan martellanti, ma in poco tempo ne scopriamo la vuotezza stanca, la frivolezza non raffinata, i testi grossolani. Vorremmo rimanerne affascinati, continuare a porgergli l'orecchio, fare dei suoi ritornelli gli slogan delle nostre piccole vite o delle nostre grandi idee e dei nostri pensieri meno convenzionali, ma quando ci accorgiamo che dietro non c'è nulla lo lasciamo crollare inesorabilmente. Lana Del Rey è invece uno strano ibrido che coniuga i contenuti e l'immaginario del cosiddetto alla stellare produzione dei nomi più altisonanti del internazionale. Può arrivare a sembrarci più frivola al primo ascolto che al decimo, e questo nelle classifiche è un fatto quasi rivoluzionario. Nelle prime demo della cantautrice venticinquenne, registrate in modo piuttosto rudimentale, e nel suo primo album Lana Del Ray a.k.a. Lizzy Grant, pubblicato un paio d'anni fa, possiamo scorgere due diverse direzioni: la cantante d'altri tempi che canta con voce tremante canzoni malinconiche su amori tragici nei locali e quella che trasforma questi amori in genuini inni pop dal ritmo incalzante dalle cui liriche spuntano fidanzate di gangster e ammiccanti lolite dell'immaginario hollywoodiano. Born to Die non si sposta molto da questo universo, ma la produzione – affidata a professionisti del pop e dell'hip-hop - arricchisce l'album e lo rende più originale. Gente che ha lavorato con Alicia Keys, Madonna, Eminem, Jay-Z e Beyoncé ma anche con Lykke Li, Marina and the Diamonds, Sia e Sinéad O'Connor prende in mano il suggestivo songwriting della Del Rey, concorrendo a creare l'atmosfera della giustamente osannata "trilogia" Video Games/Blue Jeans/Born to Die, diffondendola per l'intero disco, ma pompandola quando necessario fino a farla sbocciare in un malinconico uptempo (Off to the Races, Diet Mountain Dew) grazie al quale Lana, che sfoggia una voce così cangiante da avvicinarsi a tratti anche a Nikka Costa, sembra voler calare Nancy Sinatra nel pop più contemporaneo. L'operazione è compiuta più attraverso la schiettezza del basso e gli archi forse più subdoli che tramite l'elettronica, ma i difensori più strenui dell'indie pop lo vedono come un oltraggio, il capriccio di una ragazza ricca che per pura fortuna si trova a portare nelle tanto deprecate classifiche la musica di quelli che le classifiche le hanno sempre snobbate. Altri, pur affascinati dalla bella newyorchese, rimangono spiazzati nel vederla bionda e senza labbroni nelle vecchie esibizioni per locali, quando ancora si chiamava Lizzy Grant. E quasi come se nessun artista di valore si fosse mai sottoposto a interventi di chirurgia estetica (qualcuno ha detto Tori Amos?) o avesse mai cambiato nome per meglio avvicinarsi alla propria immagine (che strano che se ne sia creata una!), nasce il mito della non-autenticità di Lana Del Rey, supportato dalla evidente differenza tra le registrazioni artigianali di casa Grant e l'opulenta produzione di Born to Die, che pure rispetta l'anima di Lizzy Grant, dandole una forma meno canonica. Solo nel terzo quarto del disco, forse soprattutto nella didascalica Carmen, suono e arrangiamenti si presentano un po' stanchi della propria perfezione, ma immediatamente vengono salvati dalla ballata blueseggiante Million Dollar Man, cantata con rara intensità. Di pregiata immediatezza la bellissima Summertime Sadness, sintesi perfetta dei due (o più) spiriti di Lana Del Rey. Solo nella versione deluxe l'album mostra dei reali segni di cedimento, quando tre nuove tracce, per quanto piacevoli, allungano il brodo senza aggiungere nulla a quanto la triste This Is What Makes Us Girls già chiudeva perfettamente. Ma le bonus track, si sa, vanno viste come tali, e l'insuccesso di Lana presso gli indie snob rimane ingiustificato e conferma ancora una volta il limite di questi ultimi e la pochezza del loro essere alternativi: noialtri, invece, non vedevamo l'ora che arrivasse un'icona così, di cui poter prendere in prestito le parole senza sentirci stupidi, di cui ammirare le doti vocali nonostante le imperfezioni dei live, la cui estetica non facesse ridere ma stupisse e, possibilmente, che non scivolasse rovinosamente mentre balla in mutande sul proprio pianoforte.
  • [recensione] Il cuore di Elisa, ben costruito ma poco ricercato

    20 nov. 2009, 22h40m

    Elisa - Heart



    Rating: ★★★○○ (3/5)
    Year: 2009
    Label: Sugar

    La maturità che molti dicono di trovare nell'ultimo album di Elisa è probabilmente più umana che artistica: la si ravvisa nel modo di costruire il suono, sereno e brillante come la fase che la cantante sta attraversando nella vita. Ed è proprio il suono il punto forte di Heart: nonostante l'impressione generale che tutto sia rimasto un po' grezzo e che bisognasse lavorare ancora un po', l'uso delle percussioni salta molto all'orecchio insieme al sapiente uso degli archi, mai fuori luogo. Ne traggono beneficio Vortexes, poderoso inno alla felicità che apre maestosamente il disco, Poems By God, delicata poesia altrimenti tediosa per via delle eccessive ripetizioni strutturali, e Forgiveness (featuring Antony), in cui la voce di Antony Hegarty non fa che aggiungere valore a quella di Elisa, ormai perfetta. Mai come adesso, infatti, la cantautrice friulana riesce a variare da un registro all'altro con estrema limpidità. Voce piena e diretta nel sorprendente pezzo rock Your Manifesto, un'inedita schiettezza nel cantato di Vortexes, delicati falsetti e cambi di tonalità in Poems By God e Lisert. Interessanti, in quest'ultima come in altre, le parti di chitarra (tutte di Andrea Riganot). Elisa torna poi ai tempi delle atmosfere sognanti con Coincidences, vicina alle sonorità care alla giapponese Olivia, e la bella Dot In the Universe, ottima come scelta di chiusura. Purtroppo molti dei brani in tracklist, tra cui questi ultimi, risentono di una struttura fin troppo marcata: And All I Need ne è l'esempio, sebbene non fatichi a farsi amare per il testo significativo e intenso. E sono proprio i testi a giustificare l'atmosfera teneramente adolescenziale dell'album, conferendo alle canzoni una gioiosità vagamente onirica.
    Discorso a parte meritano le due tracce in italiano, scritte chiaramente per accontentare la casa discografica: seppure discrete, si discostano troppo dal resto del disco, spezzandolo in modo barbaro.
    Un lavoro sereno e piacevole, interessante per chi ama le voci versatili e decise e per chi si lascia commuovere dalla tenerezza anziché dalla banalità, minato però da alcuni evidenti difetti - tra cui la mancanza di novità - che aumentano il rischio di annoiarsi a morte, soprattutto per chi già conosce i primi dischi di Elisa.

    Download:
    - Vortexes
    - The Big Dipper
    - Your Manifesto
    - Forgiveness (featuring Antony)



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  • [review] Battiato rockstar

    4 août 2007, 16h14m

    Wed 1 Aug – Franco Battiato, Roberto Cacciapaglia, FSC, mab, Manlio Sgalambro, Carlo Guaitoli, Angelo Privitera, Nuovo Quartetto Italiano

    Rating: ★★★★☆ (4.5/5)
    Place: Villapiana, Cosenza, Italy
    Venue: Anfiteatro di Villapiana Lido

    After one of Battiato Live 2007 shows you feel absolutely surprised. Pleased by all the emotions you got during the concert, but shocked because you didn't expect that kind of emotions. Although the schedule is a little lacking, it feels like a concert. The cosy atmosphere of the beginning (with songs like Povera patria, written years ago but felt as a hard criticism against nowadays Italy) moves the sitting audience, but is soon replaced by a violent, electrical rock wave when Mab make their appearance. Four odd figures give strength and power to many of the songs performed; they also perform one of their own tracks, Black, enchanting all people open to novelty, but shocking - maybe - the old hags who were there for Cuccurucucù. A wonderful Davide Ferrario of FSC plays guitar with an incredible energy, shaking the flashy pink belt of his instrument. This , hard rock aura surrounds Battiato and his crew during the whole show, although the opening is entrusted to Roberto Cacciapaglia, impressive pianist who performs with the Japanese viola player Yumiko Tanaka. As an intermezzo, the lyricist Manlio Sgalambro reads something about Nietzsche while Mab fills with guitars and bass the spaces between words. Many don't understand what he's talking about, but still like it. And halfway through the show, Battiato invites his audience to get down the stairs of the open theatre and reach the stage; an orgy of people runs to him and starts raving at the rhythm of Franco's most successful songs. Prospettiva Nevski, L'era del cinghiale bianco, Stranizza d'amuri (which many people sing, although it is in Sicilian), Centro di Gravità Permanente: screams, jumps, people trying to touch him. It's delirious. Battiato is a rockstar. He's more than 60, but can perform such a rock show involving thousands of people of all ages. And still doesn't lose the elegant, poetic, phylosophical atmosphere of his music. Hasn't fossilised upon boring, melodic italian pseudo-music like almost all his contemporaries. That's why they call him maestro. That's why he's a rockstar.



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  • [review] Giovanni and us

    3 avr. 2007, 22h03m

    Mon 2 Apr – Lamezia d'autore - Giovanni Allevi
    Rating: ★★★★○ (4/5)
    Place: Lamezia Terme, Catanzaro, Italy
    Venue: Teatro Grandinetti

    When you leave the theatre, after a Giovanni Allevi concert, there is one thing you want to shout to everyone who asks how it was. At the small, small and full of people Teatro Grandinetti in Lamezia Terme (CZ, Italy), he played great music (his own, celebrated all over the world), and played wonderfully, accelerating the tempo many times, giving more expression than he does in the CDs to the low parts, while in the high sequences he probably deleted some notes here and there. Except for the changes I just mentioned, he made almost no variations to the songs. A nearly endless round of applause rose at the end of the great Jazzmatic performance, way better than the album version; someone shouted "you are a marvel!" after he played Come Sei Veramente. But the thing I was talking about is him. There is such a warmth in his way of relating to his audience. Before each piece he explains how it was born, showing his human, friendly, likeable side. And it's thanks to this also, that he gets a final standing ovation. The tracklist is quite singular: the whole Joy album, from the first to the last track, plus the famous Come Sei Veramente and Qui Danza. He entertains the hundreds of people pushing them to kiss one another during Il Bacio (The kiss), or informing that New Renaissance is very difficult to perform. And after the show he gleefully spends long time staying with fans, hugging and kissing them, answering their questions, taking pictures with them, laughing, smiling, signing their tickets, booklets and sheets, from the first fan to the last. And definitely shows he is one of us.



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  • [review] A fanciful cartoon: from Beirut with love (today)

    14 mars 2007, 21h41m

    Life in Cartoon Motion



    Rating: ★★★★○ (4/5)
    Year: 2007
    Label: Island Records

    Mika comes down into the international pop scene with an explosion of colourful music. Seems to be the person music has needed for years. Since the day that rock "died", if it ever really did. Life in cartoon motion is, as the title itself suggests, a careless, joyful album. Mika shows a certain ability in turning his own thoughts and life into cheerful drawings. And his pencil is the voice: adaptable, soft, deep. It reminds Freddie Mercury's immortal voice. The 10 songs (+ a ghost track) are evidently influenced by a lot of different music. Freddie and his Queen stand out among Bee Gees and other artists from the 80s: the result is magnificent, going from moments of bright irony (Grace Kelly) to sweet, gleeful ballads (My Interpretation, the one reminding Queen the most), to choral hymns and advice for carelessness (Any Other World, Happy Ending, Relax (Take It Easy), Lollipop).
    Mika's varied first work is yet too visibly influenced by the artist's great musical knowledge. Sometimes you feel like "it reminds me of...", but you end up ignoring that sensation, because it's such a pleasant hearing anyway, and someway it adds a cultured aura to the whole disc.
    All in all, Life in Cartoon Motion is perfect as a debut album; it's a luxury for your ears, but we expect some "reminds me" less, next time.

    Download:
    - Grace Kelly
    - Love Today
    - Relax (Take It Easy)
    - Stuck in the Middle



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  • [review] The violent bone with a sweet marrow

    3 mars 2007, 15h35m

    DIR EN GREY - The Marrow Of A Bone



    Rating: ★★★★☆ (4.5/5)
    Year: 2007
    Label: Warcon Enterprises

    THE MARROW OF A BONE, the most recent work by the band becoming famous in the USA and in Europe, it's sort of a freak of music. The first time you listen to it, especially if you didn't smell the talent behind the label upon their glittering jackets, you may get a shock. This is the perfect synthesis of what music should be. The marrow is way far from how media describe .

    When you first hear it, if not used to , you may think it's a hotchpotch of rough sounds played randomly. But the album reveals a great ability in building strong melodies using rocks. This is the surprise: except for CONCEIVED SORROW and 艶かしき安息、躊躇いに微笑み (Namamekashiki Ansoku, Tamerai ni Hohoemi), it does not consist of an alternation of and soft tracks. It's like if all tracks, rough, violent, with crude lyrics (I'll rape your daughter on your grave, AGITATED SCREAMS OF MAGGOTS) showed a softer side every time you listen to them. It's a sort of process guiding you in a gradual falling in love with the album.
    That doesn't mean it's a fake metal album that becomes melodic against its own will: it keeps being a strong, heavy album but definitely knows how to show the band's sensitivity, using all its capabilities, including 京's amazing voice (check out GRIEF and you'll see!).

    So, if you read something about visual kei on a glossy magazine, forget about it: this is only music.

    Download:
    - GRIEF
    - 艶かしき安息、躊躇いに微笑み
    - REPETITION OF HATRED
    - CLEVER SLEAZOID



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  • So Close

    4 jan. 2007, 16h52m

    (Though it's quite annoying to always read song lyrics in journal posts, I feel completely addicted to this one, so I have to post it.)

    I've spent so much time throwing rocks at your window
    That I never even knocked on the front door

    I walk by statues never even made one chip
    but if I could leave a mark on the monument of the heart
    I just might lay myself down for a little more than I had the last day

    The last day
    The last day

    Wait a time to spare these lies we tell ourselves
    These days have come and gone
    But this time is sweeter than honey


    (So Close)
  • KareKano rulez

    17 jui. 2006, 12h36m

    Oh, I haven't posted a thing yet??
    Lately, since my boyfriend left me -"-, I've been listening to His & Her Circumstances: Act 1.0. Really like it *_* It's the soundtrack of the KareKano, directed by Hideaki Anno.
    I love the atmosphere this OST creates: it's funny, melancholic, sad, joyful, moody... as the anime itself.
    The opening is a lovely pop song (Tenshi no Yubikiri), but I like the ending song even best. The title is Yume no Naka e and it got a lovely, catchy rhythm!

    omokage ga kirameku tabi ni
    mune ga itande me wo tojiru
    setsunasa ga namida ni natte
    jibun katte ni koborete'ku
    kizutsuku koto wo osorezu ni
    kagami ni koyubi sashidasu

    Every time your face shines,
    my heart hurts, and I close my eyes.
    Heart-break turns into tears,
    selfishly overflowing.
    Without being afraid of getting hurt,
    I hold my little finger out to the mirror.

    (from Tenshi no Yubikiri)


    Yume no naka e
    sagashimono wa nan desu ka
    mitsukenikui mono desu ka
    KABAN no naka mo tsukue no naka mo
    sagashita keredo mitsukaranai no ni

    mada mada sagasu ki desu ka
    sore yori boku to odorimasen ka
    yume no naka e yume no naka e
    itte mitai to omoimasen ka

    U U U- U U U- U U U- saa

    yasumu koto mo yurusarezu
    warau koto wa tomerarete
    haitsukubatte haitsukubatte
    ittai nani wo sagashite-iru no ka

    sagasu no wo yameta toki
    mitsukaru koto mo yoku aru hanashi de
    odorimashou yume no naka e
    itte mitai to omoimasen ka

    U U U- U U U- U U U- saa

    sagashimono wa nan desu ka
    mada mada sagasu ki desu ka
    yume no naka e yume no naka e
    itte mitai to omoimasen ka

    U U U- U U U- U U U- saa, aa
    U U U- (yume no naka e)
    U U U- (yume no naka e)
    U U U- saa


    Into a dream(translation)
    What is it you're looking for?
    Is it hard to find?
    Even though you search
    in your bag and in your desk but can't find it...

    Are you still going to search for it?
    Wouldn't you rather dance with me?
    Don't you want to try
    going into a dream, into a dream?

    Oo Oo Oo- Oo Oo Oo- Oo Oo Oo- saa...

    You don't even let yourself sleep,
    and don't smile any more.
    Grovelling in the dirt, grovelling in the dirt...
    What in the world are you looking for?

    Just when you've stopped searching,
    you find what you've been looking for-it happens all the time.
    Let's dance. Don't you want to try
    going into a dream?

    Oo Oo Oo- Oo Oo Oo- Oo Oo Oo- saa...

    What is it you're looking for?
    Are you still going to search for it?
    Don't you want to try
    going into a dream, into a dream?

    Oo Oo Oo- Oo Oo Oo- Oo Oo Oo- saa, aa...
    Oo Oo Oo- (Into a dream)
    Oo Oo Oo- (Into a dream)
    Oo Oo Oo- (saa...)


    (lyrics from http://www.animelyrics.com/anime/kknj/)