Avantasia - The Scarecrow

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27 jan. 2008, 17h54m

Ho atteso il momento fin da quando iniziarono a girare i primi rumours sulla possibilità che Sammet il figaccione iniziasse i lavori su un terzo cpaitolo della saga Avantasia. Nonostante negl ianni i miei gusti siano notevolmente cambiati i primi due capitoli della saga furono tra i primi album che ascoltai ed amai quindi li porto dentro di me da allora. Così, appena disponibile The Scarecrow lo prendo senza pensarci troppo su, senza fare caso ai capelli corti di Tobias, senza far caso all'artwork stilisticamente diverso, al moniker differente. Di acqua sotto i ponti ne passa in sei anni ed effettivamente ascoltando questo lavoro si trova la stessa abissale differenza di sound che separa gli Edguy di Mandrake e quelli di Rocket Ride. Il primo ascolto è stata una delusione immane, mi piangeva il cuore. Troppa attenzione mediatica, ho pensato, un lavoro quasi forzato, l'annunciata apparizione live al Wacken e il cambio quasi totale degli artisti invitati al progetto hanno ucciso Avantasia. Non potevo crederci. E in effetti non ci ho creduto, mi sono imposto di ascoltarlo ancora ed ancora. E l'ho rivalutato.

Twisted Mind (6:12):
Il riff iniziale basisce. Si sente come i suoi siano cambiati totalmente da un passato più tipicamente Power ad un presente incerto, a cavallo tra il Metal e l'Hard Rock. E' il timbro duro inconfondibile di Khan (Kamelot) ad aprire l'album che forse non si adatta granchè allo stile degli Avantasia ma in questa canzone, già particolare di suo, può starci abbastanza bene. Per il resto canzone abbastanza scolastica, refrain catchy, rallentamenti canonici ma efficaci.

The Scarecrow (11:14):
Tempi così lunghi mi mettono sempre soggezione. Con The Seven Angels però Sammet se l'era cavata quindi parto convinto. La struttura non è variabile come nella succitata ma riesce comunque a mantenersi abbastanza interessante per tutta la sua durata grazie soprattutto al lavoro fantastico di Sammet al microfono e all'accompagnamento dei violini. Effettivamente la traccia si mantiene su ritmi abbastanza lenti che la penalizzano troppo. Non si può avere tutto dalla vita.

Shelter from the Rain (6:11):
Dopo aver abbandonato gli Helloween, Kiske si è sempre dichiarato contrario al mondo del Metal, ha sempre reso pubblico il suo odio verso le etichette e quello che il mondo Metal era diventato in generale. Comunque, vuoi per la grande amicizia con Sammet, vuoi per l'emozione di tornare a cantare su certe sonorità, vuoi i soldi che guadagna, Kiske non rifiuta mai una chiamata di Sammet, era presente sui primi due album ed è anche qui. Ovviamente ottimo lavoro al microfono, anche qui ritornelli catchy al massimo ma finalmente anche le chitarre si fanno sentire mettendosi in risalto.

Carry Me Over (3:54):
Gesù, catchy va bene ma qui si esagera. Dopo un'apertura lenta abbastanza canonica la canzone si lascia andare su un refrain dove Carry Me Over viene ripetuto ad oltranza, detto dalle 20 alle 30 volte. Se non fosse che amo il timbro di Sammet e la sua interpretazione 'sta canzone sarebbe da buttare.

What Kind of Love (4:57):
L'invasione è iniziata. Quella delle tastiere, intendo. Inoltre appare finalmente Amanda Somerville (già al lavoro con Aina, Kamelot, Edguy, Rhapsody, Shaman, Epica ed altri ancora), voce femminile subentrata alla Den Adel (Within Temptation). La sua voce è più piena, calda e morbida, adatta ad una ballad sinfonica come questa ma forse la precedente cantante si adattava meglio a situazioni dinamiche e veloci. In sostanza, come già detto, questa è una ballad. Niente di che.

Another Angel Down (5:42):
La traccia più Metal forse, riprende un po' i riff e l'energia sprigionata da tracce come Breaking Away o Memory. Lande e Sammet duettano al meglio e le due voci sembrano fatte apposta per lavorare insieme. Uno dei pezzi forse più semplici, diretti ed efficaci. E uno di quelli che rimane in mente per ultimo.

The Toy Master (6:22):
La traccia della discordia. Odiata dai più mi ha invece colpito fin dal primo ascolto per il suo sound particolare, le chitarre dinamiche e le tastiere singolari. E' qui che il tanto amato/odiato Alice Cooper presta la propria voce. Ovviamente il suo timbro si sposa a quello di Sammet come il miele con la pizza (ovvero fanno cagare insieme) ma la canzone riesce a viaggiare su melodie interessanti specie in fase di ritornello.

Devil in the Belfry (4:41):
L'attacco fa schifo anche se poi si ripiglia con l'assolo iniziale. Il lavoro di chitarre è buono, il coretto anche. Mentre la ascolto dico "che bella canzone" poi se ci ripenso in un secondo momento dico "è inutile". Begli assoli però.

Cry Just a Little (5:14)
Altra ballad, sempre sinfonica, catchy e smielata da far cariare le ossa.

I Don't Believe In Your Love (5:32):
Anche qui si riprendono le sonorità più classiche con la partecipazione di Hartmann (già sui vecchi Avantasia, ex membro degli At Vance). Chitarre che si zittiscono fin troppo spesso per dare spazio alle voci. Niente di che. Buono il ritornello ma il resto passa abbastanza.

Lost in Space (3:52):
Rilasciata in anteprima, sparata sul mercato in mille versioni diverse su due diversi omonimi sarebbe una canzone carina se... madonna, non posso pensarci. La parte vocale del refrain è uguale a quella di Watching Over Me degli Iced Earth. Non solo il lavoro canoro ma anche il testo proprio (mentre Sammet dice "How could I know?, how could I know?" Schaffer pronuncia "Oh, I know, oh, I know"... non notate una certa assonanza?). Carina.

In sostanza. Che dire? Album stranissimo che amo a tratti odio ad altri, che non c'azzecca niente coi passati lavori, che è invaso dall'Hard Rock come chi ha il petrolio è invaso dagli US. Mi mancano i lavori più aridi ma affascinanti senza miriadi di sinfonie, mi manca una ballad di pianoforte e voce, mi manca un duetto maschio/femmina su una canzone veloce, mi manca un concept ben definito, mi manca un ripetersi di personaggi. Su questi punti i primi due sono imbattibili e sempre lo saranno. The Scarecrow però si difende bene se preso singolarmente. Un buon album. Niente di più.

Imho.
Envois approuvés
Brutalità italiana, Metal Italia

Commentaires

  • MrPicklenose

    Dovrei procurarmelo, in quanto i primi due mi son piaciuti. Però nonn mi aspettavo niente. Si vede dall'artwork che le cose son parecchio cambiate.

    28 jan. 2008, 13h25m
  • earlyyy

    si

    28 jan. 2008, 16h03m
  • GodLord0

    ?

    2 jan. 2013, 0h04m
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