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  • Nottetempo sta per tornare questa notte alle 00.32 su Radio Libriamoci Web

    28 jan. 2012, 14h56m

    Di seguito riproponiamo l'ultimo racconto del 2011 ed il link per riascoltarlo in podcast.

    Per mille, per una o per nessuna - di Livia Napolitano

    La mia stanza ha un numero sulla porta e una finestra dalla quale posso vedere gli alberi e la gente andare via. Oggi ne ho contati almeno 50 attraversare il giardino, raggiungere in silenzio le loro auto e sparire dietro la curva del padiglione A. Quelli che arrivano non li noto mai.

    Prendo il portatile dalla sedia accanto al letto, vado via anch’io insieme a quella gente e lo devo a lui, al mio pc. Ogni giorno attraverso il giardino, raggiungo la mia auto e sparisco dietro la curva del padiglione A.

    Oggi sono una“manager”, una lunga riunione è l'ottima scusa per liquidare il contatto in chat - un tipo noioso che sta cercando di rimorchiarmi da mesi e poi in linea c’è Anna, lei si che mi diverte.

    Mi chiede come va: Oggi sono una “manager” le scrivo – lei mi invia una faccina che ride, nello stesso istante sulla pagina del browser inizio a leggere questa notizia: Si è appena ucciso il grande regista italiano Mario Monicelli classe 1915, il suo ultimo film del 2006 le rose nel deserto. Si riavvolge il nastro del tempo e mi rivedo all'indietro: l'auto, il viale alberato, ed io di schiena rientrare qui, non sono più una manager.

    Faccio in tempo a chiedere ad Anna com’è il tempo a Roma che avverto una voce all'interno della stanza, alzo lo sguardo dallo schermo verso una mano che mi porge un bicchierino di carta, di quelli da caffè, poi proseguo lungo il braccio coperto dal camice bianco, l’attaccatura della spalla, fino a posarsi su un volto sconosciuto che mi sorride dicendomi: disturbo? - No rispondo, quelli che arrivano non li noto mai.

    Non l'avevo mai vista prima, una nuova della “Ronda di Notte”, moderni miliziani fieri ed orgogliosi della loro missione come quelli del quadro di Rembrandt.

    Si assicura che abbia ingurgitato tutto e mi augura la buonanotte.

    La osservo spingere il carrello pieno di boccette verso la porta. Mentre esce dalla stanza le chiedo il suo nome, la voce risuona dal corridoio confusa al rumore d’acciaio delle rotelle del carrello, un metallico “Giulia”giunge al mio orecchio.

    E’ una serata fredda a Roma. La risposta di Anna sullo schermo del pc.

    Chiudo la connessione e distesa nel letto fisso una macchia di umidità nel soffitto.

    Mi ricorda quel gioco che facevo da bambina con le nuvole, e come ogni sera provo ad immaginare le buffe forme da attribuirle. Ma stasera non ci riesco, mi sforzo ma vedo solo una macchia di umidità nel soffitto.

    Il mio pensiero è altrove e di lì a poco si svela:

    Avrà fatto in tempo a sentire l'aria fredda sul viso? oppure è accaduto tutto così velocemente da non avere avuto il tempo di percepire nulla…?

    Il Tavor inizia a fare effetto, mi rannicchio su un lato mentre gli occhi si chiudono…Li riapro che è ancora notte fonda, una luce bianca, asettica arriva dal lungo corridoio, ho le labbra secche, un gusto amaro in bocca, un bicchiere riempito un po' più della metà con dell’acqua è già pronto sul comodino accanto al letto, tutto scrupolosamente organizzato: quantità e distanza in modo da prenderlo senza alzarmi completamente dal letto.

    Non c'è verso di dormire, il rituale notturno a questo punto prevede la lettura di un libro di solito posizionato poco vicino al bicchiere, questo l’ho comprato il giorno stesso del nuovo ricovero, “Eos” il titolo aveva destato subito la mia attenzione, “Aurora” :un viaggio nelle atmosfere della notte.

    Il segnalibro mi indica l'esatto punto in cui la notte scorsa ho interrotto la lettura e da lì riprendo:

    Cosa sarebbe il giorno senza la notte…cosa sarebbe la vita senza la morte? i greci l’hanno descritta come la fine del viaggio di Apollo e la comparsa nel cielo della dea Eos, l’Aurora>>.

    L'Aurora, Apollo, il viaggio...la mente inizia ad elaborare l’immagine e torna alla notizia letta qualche ora prima.

    Mi sembra già di leggerle le polemiche sui giornali di domani, mi sembra di sentire la foga dei dibattiti politici nei salotti televisivi che useranno la notizia strumentalmente per ricevere consensi da una parte o dall'altra.

    Ma la morte è un fatto individuale o sociale? è un fatto privato o pubblico? sono io che abito il mio corpo o vengo abitato? Certo riguarda tutti noi! da che parte stare ? non posso deciderlo certo io, qui, adesso…ognuno gioca a dadi con la propria coscienza non solamente misurandosi con il cielo e con l'infinito.

    Riprendo il libro, lo sfoglio animosamente, ricordo di aver letto qualcosa a tal proposito, ecco, trovato :

    L'animo poetico non può fare a meno di celebrare la luna, le stelle .Un pastore sovrastato dalla misteriosa vastità del cielo stellato, interroga la luna sul perché delle cose e sul senso del destino umano...”Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, Silenziosa luna?”...E' il “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” di G. Leopardi ma le sue domande non trovano risposta, il silenzio del cielo sconfinato gli conferma ciò che già sapeva, la ragione non basta per comprendere il mistero delle cose e dell'intera esistenza ….Lo sguardo verso la finestra in cerca di stelle. Queste le mie notti: un libro tra le mani, ogni giorno una storia e così ogni notte, come la coraggiosa Sherazade ma non c'è rabbia di Re da placare, ed io l'unica fanciulla da salvare. Per mille, per una o per nessuna.

    I podcast per riascoltare "Per mille, per una o per nessuna" e tutti i racconti del 2011 su Radio Libriamoci Web
    http://www.rlwebradio.info/nottetempo.html



    Vi aspetto...Nottetempo!

    Livia
  • WORLD WIDE WEB – LE VIE DELLA COMUNICAZIONE SONO INFINITE

    20 déc. 2011, 16h13m

    I podcast dei racconti di Nottetempo Voce: Livia Napolitano alias "almamia2010"
    http://www.rlwebradio.info/nottetempo.html
    [http://liviomontesarchio.blogspot.com/2011/10/nottetempo-i-racconti-letti-in-radio.html

    Herbert George Wells, uno dei padri fondatori del genere fantascientifico, nel 1938 descrisse nel saggio "The brain organization of the modern world" l'idea di un enorme cervello artificiale in cui confluissero le conoscenze e le idee di tutti gli uomini, una sorta di "lungimirata previsione" di ciò che oggi è diventato il World Wide Web.

    Fu inoltre autore del romanzo "La guerra dei due mondi"1) da cui O. Welles realizzò una trasmissione radiofonica così suggestiva e realistica da indurre molti ascoltatori americani a credere che la Terra stesse subendo realmente l'invasione degli extraterrestri descritta nel romanzo.

    La sua magistrale interpretazione dimostrò l'enorme potere che la capacità di comunicazione, unita all'uso della tecnologia, può avere sulle masse.

    Con l'avvento della tv commerciale prima e il monopolio esteso agli altri mezzi di informazione poi, in Italia siamo stati noi stessi vittime del controllo che l'èlite al potere ha operato, attraverso l'orientamento e il condizionamento degli stili di vita, con conseguente manipolazione delle informazioni e della conoscenza.

    In questo contesto Internet ha rappresentato e tutt'ora rappresenta, il primo luogo in assoluto in cui l'informazione sfugge ad un qualunque controllo dell'oligarchia evolvendosi nonostante i continui tentativi di restrizione e demonizzazione.

    E' pur vero che la quantità di informazioni che abbiamo a disposizione non garantisce l'attendibilità e la qualità delle stesse, ed il più delle volte si ha la sensazione di essersi dispersi in una vera e propria jungla digitale della mediocrità, ma “il Web è solo uno strumento. Non dobbiamo incolparlo del nostro atteggiamento superficiale nei confronti del mondo in cui viviamo. La sua virtù è la brevità e la velocità delle informazioni; non ci può anche fornire concentrazione e profondità”.2)

    Questa continua e dinamica “rivoluzione tecnologica” sta delineando non solo nuovi scenari di comunicazione ma anche nuovi scenari legislativi in quanto essendo la rete priva di confini, ad essa non possono essere applicate le leggi provenienti dalla sovranità degli stati.

    William S.Strong 3) paragonò il sistema normativo di oggi in materia di proprietà intellettuale, al sistema ferroviario agli esordi, quando un treno poteva arrivare soltanto fino al termine di una concessione di proprietà locale, perchè la concessione vicina aveva utilizzato rotaie di calibro differente.
    Ciò che spesso viene considerato reato in materia di copyright per uno Stato del mondo tante volte non è legiferato in un altro.

    La conseguenza naturale vede da una parte le grandi lobby che propongono leggi sempre più severe in materia di diritto d'autore a tutela dei loro interessi economici e dall'altra la filosofia del movimento open source che in opposizione all'inasprirsi delle leggi sul copyright, cerca strade alternative come con il concetto di copyleft, il quale individua un modello di gestione dei diritti d'autore basato su un sistema di licenze grazie alle quali l'autore (in quanto detentore originario dei diritti sull'opera) indica ai fruitori dell'opera che essa può essere utilizzata e diffusa.

    Ne parliamo con Dario Albertini responsabile di Radio Libriamoci una web radio no-profit che promuove e sostiene iniziative di carattere sociale ed umanitario, produzioni artistiche indipendenti attraverso internet e che quotidianamente si trova ad affrontare le problematiche sul diritto autore e sulla fruizione della musica in rete.

    Liv: Ciao Dario, il fenomeno delle Webradio anche se ancora in fase “nascente” in Italia ricorda un po' ciò che accadde negli anni '70 con le prime radio libere, con il vantaggio di poter oggi raggiungere una fetta molto più ampia di ascoltatori appartenenti all'enorme comunità della rete. Com'è è nata l'idea di Radio Libriamoci Web e quali sono le difficoltà che ti trovi a dover affrontare?

    Dario: Radio Libriamoci Web é nata dall'incontro casuale e progressivo di persone amanti della lettura, impegnate nel sociale e fiduciose nelle potenzialità delle nuove tecnologie. Personalmente sognavo una radio che producesse e proponesse contenuti diversi da quelli offerti dalle grandi radio commerciali e che “suonasse” in modo informale tenendosi lontana da velleità di competizione sia con i networks sia con la RAI.
    Risponderti sulle difficoltà richiederebbe molto più spazio e tempo di quello che un post può concedermi.
    Hai citato il tema del diritto d'autore, un terreno spinoso dal quale mi tengo lontano sia perchè ciò che trasmettiamo non rientra nel repertorio tutelato dalla SIAE sia perchè é argomento giuridico ed io non sono uomo di legge se non per il fatto che la rispetto, compreso l'ambito della tutela del diritto d'autore. Ritengo però interessanti due considerazioni, l'una conseguente all'altra. La prima riguarda la necessità che alle webradio venga riconosciuta la loro identità: sono singole persone, gruppi ed associazioni, raramente aziende, che producono e diffondono contenuti audio solo ed esclusivamente attraverso Internet. Le radio AM e FM che estendono il loro raggio d'azione rendendosi ascoltabili anche a grande distanza dove i loro trasmettitori ed antenne non possono arrivare non sono webradio ma radio che trasmettono anche sul web. E' una differenza, non una discriminazione e da essa discende la seconda considerazione che ti ho promesso e che riguarda ciò che una webradio può trasmettere anzi, ancor meglio, ciò che un ascoltatore si aspetta da una webradio e per cui é disposto a tenere acceso e connesso il suo pc o il suo apparato mobile, netbook o cellulare che sia. Programmazione generalista o verticale? E' una domanda che mi pongo spesso. A Radio Libriamoci Web abbiamo scelto di essere di nicchia. C'é chi ha preso una strada diversa. L'abritro é sempre l'ascoltatore.

    Liv: La mancanza di confini della rete di cui parlavamo prima è ciò che più di tutto ne evidenzia la potenzialità, grazie ad essa si possono creare sinergie al di là delle distanze geografiche, unendo creatività e passione di persone che non si sono mai incontrare nella vita reale, … Raccontaci questa esperienza:

    Dario: Il legame con il territorio é un altro tema molto dibattuto tra gli operatori webradiofonici. Concordo con te sull'enorme potenziale offerto dal web 2.0: é facile incontrarsi, scoprire affinità di interessi e dare a questi una finalizzazione. Questo é successo con te come con altre voci della webradio.
    Ma a prescindere dal sogno romantico di un bacino d'ascolto globale, é realistico fare i conti con la fruibilità stessa del prodotto webradiofonico. Le radio da tavolo che ricevono in wi-fi sono ancora poche e costose per non parlare delle autoradio dotate di questo tipo di connettività. L'ascolto delle webradio é legato ai pc ed ai cellulari evoluti mentre una radiolina fm é un oggetto comune.
    Contrariamente a ciò che può sembrare non sono affatto pessimista anzi... Dagli USA, perchè ancora una volta é lì che occorre guardare, arrivano segnali molto chiari sulla crescita esponenziale degli ascolti delle webradio rispetto a quelli delle radio AM e FM. Questo lo sappiamo noi ma lo sanno anche i grandi gruppi editoriali. La produzione di contenuti di qualità e, come dicevo prima, di nicchia può essere la carta vincente anche per un settore che al momento non trova grande interesse presso gli utenti di pubblicità.
    E' un panorama in continua evoluzione e credo sia importante viverlo con un'impostazione manageriale anche per chi come noi opera in un contesto di no profit.
    Liv: Please beware of them that stare
    They'll only smile to see you while
    Your time away and once you've seen what they have been
    To win the earth just won't seem worth
    Your night or your day
    Who'll hear what I say?

    “Thing behind the sun” di Nick Drake - la passiamo in radio ?

    Dario: Livia non si può, come te lo devo dire c'è la S.I.A.E.

    Liv: E' vero, SI. Ah.Eh....ok ok...m'inventerò dell'altro...a proposito vi aspettiamo su Radiolibriamoci!
    1)”War of the worlds“ CBS Radio Brodcast 30/10/1938 –the brodcast: http://www.mercurytheatre.info
    2) A.Manguel, La biblioteca di notte 2006
    3) William S. Strong specializes in copyright and publishing:” In the Copyright in a time of change” in «The Journal of Electronic Publishing»,volume 4, Issue 3, March 1999 http://www.press.umich.edu/jep/04-03/strong.html
    Per Approfondimenti :Rapporto 2011 sulla libertà informazione in rete “Freedom House” http://www.freedomhouse.org/images/File/FotN/FOTN2011.pdf