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    • imbuteria a dit :...
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    • 8 fév. 2009, 16h01m

    varie news

    C'è da spostare una macchina! La rottamazione dell'auto va incentivata, non per comprarne una nuova, ma per liberarsi per sempre della vecchia. In cambio di una bicicletta, di un tram, di una linea ferroviaria per pendolari Milano-Voghera che arriva in orario e senza carri bestiame per i passeggeri. C'è da spostare una macchina! Nessun disoccupato comprerà una Fiat grazie ai bonus di Stato. Nessun precario, licenziato, lavoratore a progetto cambierà la sua auto per lo sconto dello psiconano. L'auto va invece eliminata, magari un po' alla volta, per evitare gli effetti collaterali da assuefazione da pubblicità.
    C'è da spostare una macchina! Bisogna cambiare le priorità degli interventi pubblici. Gli incentivi vanno dati alle aziende del futuro. Alle telecomunicazioni, alla Rete, ai pannelli fotovoltaici, al telelavoro (ultimi in Europa). Gli spostamenti ci rubano la vita, il tempo. L'unica risorsa deperibile al 100%. Dare incentivi alla Fiat è un tuffo nel passato. Ci sono milioni di ottime macchine usate parcheggiate nelle città italiane. Se siamo stanchi della nostra potremmo lanciare lo scambio di macchine. Per quale straordinario motivo dovremmo cambiarle? Per rilanciare la Fiat? Quella azienda che, da decenni, quando fa utili se li tiene e quando perde paga gli stipendi con la cassa integrazione? L'Italia è invasa da auto e da parcheggi in costruzione per auto che non ci entreranno mai. La crisi può essere una svolta. I soldi dello Stato, i nostri soldi, devono essere destinati alle energie rinnovabili, alla connettività, alla banda larga. Rilanciare l'economia e dare incentivi per le auto sono due cose incompatibili. E' come curare un drogato con un'overdose.
    C'è da spostare una macchina! La priorità per lo sviluppo non è l'automobile. I costi sociali di inquinamento atmosferico e di occupazione di ogni spazio urbano, dal marciapiede, allo scivolo per i disabili, alle strisce pedonali, alle doppie e triple file, ai parchi per i bambini. Quando guardo la via di una città, mi sembra di essere in un incubo stile Matrix, circondato da lamiere e da tubi di scappamento ovunque. Con i miei sensi requisiti dalle macchine. Vedi macchine, respiri macchine, tocchi macchine, senti macchine. L'automobile è un incantesimo, un'abitudine indotta diventata un vizio insostenibile. Gli incentivi devono servire a stare fermi, non a muoversi, telelavoro non autostrade. Il lavoro non è stare in coda tutta la vita. La macchina è in crisi da molto prima della crisi. C'è un rigetto mondiale verso un ex status symbol che si è trasformato in un fastidioso e costoso elettrodomestico a 4 ruote. Negli Stati Uniti l'età della propria auto negli ultimi cinque anni è passatà da 59 a 77 mesi. E le vendite di auto sono crollate dal 2000, da 14,5 milioni a 8,5 milioni. C'è da spostare una macchina!

    Modifié par imbuteria le 12 fév. 2009, 23h32m
    • imbuteria a dit :...
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    • 12 fév. 2009, 23h32m

    agoramagazine.it

    L’ALLARME DEL GIURISTA: IL BAVAGLIO SU INTERNET ASPETTA SOLO UN GRANDE PRETESTO
    Postato il Giovedi 7 Agosto 2008 (19:00) di davide

    DI STEVE JONES
    Infowars.net

    Sono emerse delle rivelazioni stupefacenti in relazione ad alcuni attuali piani governativi che intendono mettere mano al funzionamento di internet per applicare restrizioni e controlli molto più estesi sul web.

    Il professor Lawrence Lessig, un autorevole giurista della Stanford University, nel rivolgersi al pubblico che quest’anno presenziava alla conferenza Brainstorm Tech - organizzata da Fortune a Half Moon Bay, in California – ha dichiarato che «sta per accadere una specie di ‘11 settembre di internet’», un evento che catalizzerà una radicale modifica delle norme che regolano la Rete.
    Lessig ha anche rivelato di aver appreso nel corso di un pranzo con l’ex “Zar” governativo del controterrorismo, Richard Clarke, che c’è già un 'cyber-equivalente' del Patriot Act, una sorta di ‘Patriot Act per la Rete’, mentre il Dipartimento della Giustizia è in attesa di un evento cyber-terroristico per poterne applicare le norme.



    Durante una sessione di un gruppo di discussione, intitolata “2018: Vita sulla Rete”, Lessig ha dichiarato:

    «Sta per accadere una specie di ‘11 settembre di internet’ (“an i-9/11 event” nell’originale, NdT). Il che non significa necessariamente un attacco di al-Qā‘ida, bensì un evento in cui l’instabilità o l’insicurezza di internet diventi manifesta durante un fatto doloso che poi ispira al governo una reazione. Dovete ricordarvi che dopo l’11 settembre il governo ha predisposto il Patriot Act in appena 20 giorni e lo ha fatto approvare».



    «Il Patriot Act è bel mattone e ricordo qualcuno che chiedeva a un funzionario del Dipartimento della Giustizia come avessero fatto a scrivere un cosi vasto corpus giuridico in così poco tempo, e ovviamente la risposta fu che esso se ne era stato buono buono dentro i cassetti ministeriali per tutti gli ultimi 20 anni, in attesa di un evento che lo avrebbe fatto tirar fuori di lì.»
    «Naturalmente il Patriot Act è pieno di ogni sorta di follia su come i diritti civili vengono protetti, o non protetti in questo caso. Perciò mentre pranzavo assieme a Richard Clarke gli ho chiesto se ci fosse un equivalente, se c’era per caso un ‘Patriot Act per la Rete’ dentro qualche cassetto, in attesa di un qualunque considerevole evento da usare come pretesto per cambiare radicalmente il modo in cui funziona internet. Disse: “Naturalmente sì”».
    Lessig è il fondatore del Center for Internet and Society alla Stanford Law School. È membro fondatore di Creative Commons, fa parte del consiglio di amministrazione della Electronic Frontier Foundation nonché del Software Freedom Law Center.
    È ancora più noto quale proponente di riduzioni nelle restrizioni legali nei confronti dei diritti d’autore, dei marchi e dello spettro delle frequenze radio, specie nelle applicazioni tecnologiche.

    Questi non sono dunque i vaneggiamenti di un qualche smanettone paranoico.

    Il Patriot Act, così come il meno conosciuto provvedimento denominato Domestic Security Enhancement Act 2003 (altrimenti noto come Patriot Act II), sono stati universalmente condannati dai difensori dei diritti civili e dai costituzionalisti collocati lungo tutto l’arco delle posizioni politiche. Queste leggi hanno sguarnito i diritti fondamentali e modellato quel che perfino i critici più moderati hanno definito come un “controllo dittatoriale” ceduto al presidente e al governo federale.

    Molti credono che la legge fosse una risposta agli attentati dell’11/9, ma la realtà è che il Patriot Act è stato preparato ben prima dell’11/9 e se ne stava in sospeso, pronto per un evento che ne giustificasse l’applicazione.

    Nei giorni successivi agli attentati, la legge fu approvata dalla Camera dei Rappresentanti con una maggioranza di 357 a 66. Al Senato fu approvata con 98 voti a favore e un solo voto contrario. Il parlamentare repubblicano texano Ron Paul dichiarò al «Washington Times» che a nessun membro del Congresso fu nemmeno consentito di leggere il provvedimento.
    Ora scopriamo che quasi la stessa normativa restrittiva per le libertà è stata già preparata per il cyberspazio.

    Un “11 settembre di internet”, così come descritto da Lawrence Lessig, offrirebbe il pretesto perfetto per applicare simili restrizioni in un solo colpo, nonché di offrire la giustificazione per emarginare ed eliminare specifici contenuti e informazioni presenti nel web.

    Un tale evento potrebbe presentarsi nella forma di un grande attacco virale, un hacking dei sistemi di sicurezza o dei trasporti ovvero di altri sistemi vitali di una metropoli, o una combinazione di tutte queste cose. Considerando la quantità di domande senza risposta riguardanti l’11/9 e tutti gli indizi sul fatto che fosse un’operazione deviata sotto copertura, non è difficile immaginare un evento simile dispiegarsi nel cyberspazio.

    Tuttavia, anche lasciando perdere qualsiasi “11 settembre di internet” o “Patriot Act per la Rete”, c’è già uno sforzo coordinato mirante a circoscrivere il raggio d’azione e l’influenza di internet.

    Abbiamo instancabilmente lanciato l’allarme su questo movimento generale teso a restringere, censurare, controllare a alla fine bloccare del tutto internet così come oggi la conosciamo, uccidendo in quel modo le ultime vere vestigia della libertà di parola oggi nel mondo ed eliminando il più grande strumento di comunicazione e informazione mai concepito.
    I nostri governi hanno pagine e pagine di norme compilate per mettere le ganasce all’attuale Rete. provvedimenti quali il PRO-IP Act del 2007 /H.R. 4279, inteso a creare uno ‘zar degli IP’ presso il Dipartimento della Giustizia, oppure l’Intellectual Property Enforcement Act of 2007/S. 522, mirante a creare un intera “rete di rafforzamento della proprietà intellettuale”. Non sono che due esempi.

    Inoltre, abbiamo già visto in che modo i più grandi siti web privati e i social network si stiano concentrando e convergano per realizzare sistemi onnicomprensivi di identificazione, verifica e accesso che sono stati descritti dal fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, come «l’inizio di un movimento e l’inizio di un’industria.»

    Alcune di queste grandi società tecnologiche hanno già unito gli sforzi su progetti quali la Information Card Foundation, che ha proposto la creazione di un sistema di carte d’identità per internet che saranno richieste per entrare in Rete. Naturalmente un tale sistema darebbe a chi lo gestisse la capacità di rintracciare e controllare l’attività degli utenti con molta più efficacia. Questo è solo un esempio.

    Non basta. Come abbiamo già raccontato, i più grandi hub dei trasporti, come St. Pancras International, o anche le biblioteche, le grandi imprese, gli ospedali e altre grandi strutture aperte al pubblico che offrono internet wi-fi, stanno mettendo in lista nera i siti web di informazione alternativa rendendoli del tutto inaccessibili ai loro utenti.

    Questi precedenti sono semplicemente il primo indicatore di quanto viene pianificato per internet nei prossimi 5-10 anni, con il web ‘tradizionale’ in via di divenire poco più che una vasta banca dati spionistica che cataloga ogni attività delle persone e le bombarda di pubblicità, mentre coloro che si conformano al controllo e alle regole centralizzate saranno liberi di godere del nuovo e velocissimo Internet 2.

    Dobbiamo parlar chiaro riguardo a questa spinta irruente che mira ad applicare meccanismi di stretto controllo sul web, e farlo ADESSO prima che sia troppo tardi, prima che la spina dorsale di un internet libero si rompa e il suo corpo diventi in sostanza paralizzato senza rimedio.


    Versione originale:

    Steve Watson
    Fonte: www.prisonplanet.com
    Link: http://www.prisonplanet.com/law-professor-counter-terrorism-czar-told-me-there-is-going-to-be-an-i-911-and-an-i-patriot-act.html
    5.08.08

    Versione italiana:

    Fonte: http://pino-cabras.blogspot.com
    Link: http://pino-cabras.blogspot.com/2008/08/lallarme-dei-giuristi-il-bavaglio-su.html
    7.08.08

    Traduzione a cura di Pino Cabras

    • imbuteria a dit :...
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    • 13 fév. 2009, 17h24m

    occhio, oggi ultima possibilità.

    • imbuteria a dit :...
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    • 13 fév. 2009, 22h05m
    Crisi, Megale sui dati Istat: "Nei prossimi mesi sarà tempesta"
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    “Se a fine 2008 siamo a un - 2,6% vuol dire che nei prossimi mesi ci troveremo di fronte ad una vera e propria tempesta". È il commento del segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, ai dati sul Pil diffusi oggi dall’Istat. “D’altro canto - continua - la media del 2008 segna quasi un - 1% che fino ad ottobre scorso nessuno immaginava: il Fmi allora stimava - 0,1%, l’Ocse - 0,4%, la stessa Confindustria a dicembre - 0,5% . Purtroppo, come si vede, previsioni che peggiorano di settimana in settimana”.

    A questo punto, rileva il sindacalista, “è più che probabile che il dato già negativo di un -2% per il 2009 sarà invece molto più vicino a un -3% con tutte le conseguenze relative al calo della produzione industriale che, dopo il dato calo del 14,3 di dicembre, vedrà a febbraio un ulteriore peggioramento”. Ma, denuncia Megale, “la gravità della caduta recessiva continua a registrare la totale assenza di una vera e propria terapia d’urto da parte del governo. Nel panorama europeo, misurando le risorse stanziate e i provvedimenti assunti in termini di politica economica, l’Italia si colloca all’ultimo posto: sia per quantità di risorse stanziate che per capacità di intercettare i bisogni relativi al sostegno all’occupazione, alla riduzione delle tasse sul lavoro e sulle pensioni”.

    Per Megale “bisogna rilanciare la domanda interna e per questo abbiamo proposto che il governo investa un punto di Pil, pari a 16 miliardi, capaci di recuperare il fiscal drag del 2008, investendo 7/8 miliardi per ridurre di almeno 50 euro al mese le tasse sul lavoro a lavoratori e pensionati. Anche per questo - conclude - abbiamo avanzato la proposta di attivare un tavolo anti crisi per affrontare insieme occupazione, tutela dei redditi, e rilancio degli investimenti”.

    13/02/2009 19:25

    • imbuteria a dit :...
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    • 13 fév. 2009, 22h11m

    herald tribune (europe)

    In Romania, bribery is a health problem

    By Dan Bilefsky Published: February 13, 2009



    BUCHAREST: Alina Lungu, 30, says she did everything necessary to ensure a healthy pregnancy in Romania: She ate organic food, swam daily and bribed her gynecologist with an extra €200 in cash, paid in monthly increments of €25 handed over discreetly in white envelopes.

    Another bribe of €25, or about $32, went to a nurse to guarantee an epidural. Even the orderly reaped an extra €10 to make sure he didn't drop her from the stretcher.

    But on the day of her delivery, she says, her gynecologist never arrived. Twelve hours into labor, she was left alone in her room for an hour. When a doctor appeared, the umbilical cord was wrapped twice around her baby's head and had nearly suffocated him. He was blind and deaf and had suffered severe brain damage.

    Now, Alina and her husband, Ionut, despair that if they had paid a larger bribe to the doctor, then Sebastian would perhaps be a healthy baby. "Doctors are so used to getting bribes in Romania that you now have to pay more in order to even get their attention," she said.

    Romania, a poor Balkan country of 22 million that joined the European Union two years ago, is struggling to shed a culture of corruption honed during decades of communism - and stretching back beyond that. The European Commission, the EU's executive body, published a damning report Thursday criticizing Romania for backtracking on key judicial changes necessary to fight corruption. Sanctions could follow, including losing some of the €32 billion in EU aid it is due to receive between 2007 and 2013.

    Today in Europe

    Question of control over banks awaits Geithner at upcoming G-7 meeting

    In Romania, bribery is a health problem

    Sarkozy orders review of policy toward Martinique and Guadeloupe

    Transparency International, the Berlin-based anti-corruption watchdog, last year ranked Romania as the second most corrupt country in the 27-member bloc behind neighboring Bulgaria. Those who have faced corruption allegations have included a former prime minister, more than 1,100 doctors and teachers, 170 police officers and 3 generals, according to Romanian anti-corruption investigators.

    While alarm grows in Brussels that the EU's newest entrants are undermining the bloc's rule of law, Romanians complain that everyday graft and bribery blight their lives. One patient here recently offered his doctor a free shopping trip to Dubai. The doctor politely declined.

    Dr. Vasile Astarastoae, a biomedical ethicist who is president of the Romanian College of Physicians, representing 47,000 doctors, blamed the black healthcare economy on a pitifully low average monthly wage of €400 for doctors, which he said was forcing them to rely on supplementary income.

    "Patients don't want to go to a doctor who is distracted thinking, 'How will I feed my kids or pay the rent?"' Astarastoae said. "So there is a conspiracy between the doctor and the patient to pay a bribe."

    "If salaries were higher, then the practice would disappear," he said.

    A study conducted by the World Bank for the Romanian Ministry of Health concluded that so-called informal payments amounted to $360 million annually. When an illness requires hospitalization, the Romanian patient typically pays three or four bribes equivalent to three-quarters of a family's monthly income, the study showed.

    The Ministry of Health is trying to root out the practice, and recently set up a free phone line for patients to report abuses. Within an hour, it was jammed. Hospital here are plastered with anti-bribery posters. One shows a man hiding a gift behind his back, with the words "You Shouldn't Have" above his head.

    The issue gained national attention last month when a 63-year-old man, Mihai Constantinescu, died of a massive heart attack in the waiting room of a hospital in Slatina, in southern Romania, after doctors refused to treat him. Mihaela Ionita, the nurse who wheeled him fruitlessly from room to room, said in an interview she believed he had been refused care "because he appeared poor and could not afford a bribe." The hospital said Constantinescu did not appear to have been an emergency case.

    Victor Alistar, director of Transparency International's Romanian branch, said the culture of bribery was a hangover from communism, when Romanians endured long lines just to get basics like eggs and milk and used bribes to acquire scarce products and services.

    Physicians lament that bribery is so endemic in the healthcare system that if a doctor refuses a bribe, patients typically become anxious and distraught, believing this to be a sign that their illness is incurable and death is imminent. Doctors then take the bribe to try to allay their anxiety.

    Doctors and patients say bribery in the health-care system follows a set of unwritten rules. The cost of bribes depends on the treatment, ranging from €100 for a straightforward appendix-removal operation to up to €5,000 for brain surgery. The suggested bribery prices are passed on by word of mouth, and are publicized on blogs and Internet sites. Alistar said public hospitals routinely exchanged "supplementary payment" lists to ensure they had the same rates.
    Dr. Adela Salceanu, a psychiatrist and anti-bribery advocate, said doctors used different and sometimes subtle methods to make it clear they expected a money-laden envelope.

    She recalled that one friend, a 42-year-old lawyer, recently broke two legs in a basketball game and was taken to hospital for surgery. When he did not offer money to the orthopedic surgeon on duty, his procedure was postponed for a week; he was finally operated on, but only after paying the doctor an extra €400.

    Salceanu lamented that young doctors who refused to accept bribes were routinely chastised or threatened with dismissal by senior colleagues for subverting the black market.

    Mugur Ciumageanu, a psychiatrist who has practiced in public hospitals in Bucharest, recalled that when he was a young doctor, he was shocked when the senior physician on the ward took him aside and forbade him to talk with patients for three months. Her explanation, he recalled, was that he was spending more time with patients than she was and, by appearing more caring, was denting her bribery earnings.

    Marilena Tiron, 26, a recent graduate of medical school in Bucharest, said the bribery culture among doctors started early because residents were also poorly paid - about €200 a month. She said the issue of bribery did not come up in her optional medical ethics class at the University of Bucharest's Medical School "since the teachers were taking bribes themselves."

    Astarastoae, of the Romanian College of Physicians, acknowledged that bribery needed to be rooted out, but he argued that the media exaggerated the practice.

    While doctors are god-like figures in most Western countries, respected and handsomely rewarded for years of hard study, Astarastoae said that in Romania, the medical profession was denigrated because workers in factories had been made heroes under communism, while doctors and intellectuals were treated as unproductive "parasites."

    Astarastoae, who helped write Romania's code of medical ethics, said that under the code, it was considered unethical to take money or a gift before treatment; after treatment, however, it was at the discretion of the patient if he or she wanted to show appreciation.

    He said the college had the power to sanction bribery by revoking the licenses of doctors implicated in a bribe. Few patients, however, are willing to name and shame their doctors for fear they could be shunned by other physicians.

    Liviu Manaila, Romania's secretary of state for health, said in an interview that the system of informal payments was depriving doctors of their dignity and needed to be stamped out. While the government's budget is too strained to raise doctor's wages, he proposed revamping Romania's socialized medical system so that patients took on a greater burden of the costs, which could then be translated into higher fees for doctors.

    But such proposals are cold comfort for Alina Lungu and 18-month-old Sebastian, who will probably spend his life in a vegetative state.

    "The problem is that all this black money absolves doctors of their moral responsibility toward their patients," she said. "It has got to be stopped."

    • imbuteria a dit :...
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    • 13 fév. 2009, 22h16m

    le monde

    Etats-Unis : les députés adoptent le plan de relance, avant un examen du Sénat
    LEMONDE.FR avec AFP | 13.02.09 | 22h10 • Mis à jour le 13.02.09 | 22h27

    La Chambre des représentants américaine a approuvé, vendredi 13 février, le texte final du plan de relance économique défendu par le président Barack Obama, pour un montant de 787 milliards de dollars, par 246 voix contre 183. Le texte sera examiné dans la foulée par le Sénat, où l'administration de M. Obama peut compter sur le vote de trois sénateurs républicains, ce qui devrait suffire pour faire passer le texte. L'objectif des démocrates est que le projet de loi atterrisse sur le bureau de M. Obama avant les vacances parlementaires de février.

    A la Chambre basse du Parlement, les républicains ont refusé de voter en faveur du texte à l'instar de John Boehner, le leader de la minorité républicaine. "J'espère que ça va marcher, mais j'ai des doutes. Donc je vais voter non", avait-il confié avant le vote, regrettant que les allègements fiscaux ne fassent pas davantage partie des mesures.

    Le plan, composé pour plus d'un tiers d'allègements fiscaux, contient également des dépenses sur les infrastructures, la santé, les sciences et technologies, l'éducation ou encore l'énergie propre. Pour le président américain, il s'agit "une étape décisive (...) mais, aussi importante soit-elle, ce n'est que le début".

    En effet, M. Obama a déjà promis d'annoncer, la semaine prochaine, un nouveau plan, cette fois-ci destiné à enrayer les saisies immobilières. Mardi, le Trésor américain avait annoncé une enveloppe de 50 milliards de dollars pour favoriser la renégociation de prêts immobiliers que leurs détenteurs n'arrivent pas à rembourser.

    • imbuteria a dit :...
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    • 14 fév. 2009, 1h40m
    AFFY BUD: ODORE DI GARAGE E GRUNGE
    SATURDAY, 18 OCTOBER 2008 13:52 REDAZIONE URLO
    Gli Affy Bud sono un trio romano che, negli ultimi anni, si sta facendo conoscere a Roma e dintorni grazie alla potenza dei loro live e al suono grezzo che riescono a sputare i loro strumenti. Assistere ad un loro concerto vuol dire respirare la tipica aria stantia da garage.
    Quell'odore che immaginiamo possa avere la palestra che fa da sfondo al videoclip di Smells Like Teen Spirits dei Nirvana o l'atmosfera nei video dei Verdena. Perchè sono proprio questi i primi gruppi che vengono in mente trovandosi ad ascoltare la loro musica, ma in realtà dentro c'è molto di più: Dinosaur Jr., Sonic Youth, Primus, Fu Manchu, Withe Stripes, Tre allegri ragazzi morti e così via.

    La loro storia è un po' come quella di tante giovani band costrette a cambiare spesso la loro line up.
    Ha inizio nel 1999 quando Maurizio, voce e chitarra della band, inizia a cercare elementi per suonare principalmente cover di Nirvana e Green Day. Cominciano quindi a suonare alle feste liceali ma proponendo fin da subito un repertorio proprio con un grunge/alternative-rock cantato in inglese, sostituito in seguito dall'italiano. Scelsero come nome della band Affy Bud, “una strana parola spuntata fuori dalla biografia dei Nirvana” ci dice Maurizio, il frontman del gruppo. Negli anni successivi cambia la line up ma riescono a registrare due Ep: “Mucca?” e “000”.
    L’attuale formazione è composta da Maurizio, nel solito ruolo di cantante e chitarrista, il bassista Domenico, di cui Maurizio rimase impressionato per il suono “fragoroso” che riusciva a produrre con il suo basso, e Alessio, batterista “chiassoso” e con la giusta voglia di improvvisare.
    Oggi il sound, decisamente noise e grunge alla base, si è quindi sviluppato verso nuovi territori lasciandosi contaminare da sonorità garage, indie e stoner, ma anche da gruppi più melodici come gli Weezer.

    Nel 2006 hanno realizzato l'Ep di 5 brani “Interferenze mediatiche” completamente autoprodotto, e da quel momento hanno iniziato a promuoverlo condividendo il palco con numerosi altri artisti della scena romana e non.

    In questo momento sono impegnati nella stesura dei brani che andranno a formare il loro primo album, anche questo autoprodotto, e prevedono di entrare in studio per Novembre.
    Riguardo al loro prossimo lavoro il gruppo ci ha spiegato che "Interferenze ci ha soddisfatto, ci siamo diverti nel realizzarlo e ci piace ancora proporlo, ma ora abbiamo parecchie cose nuove, nate proprio con questa formazione, scritte insieme, e vorremmo creare un disco con un sound diretto e sporco che rappresenti meglio la direzione musicale che stiamo prendendo".

    Insieme, inoltre, stanno organizzando il loro primo tour italiano nei locali underground di diverse città. Un momento d’oro per la band, fatto di lavoro e crescita. Il giusto mix per riuscire a cavalcare le scene della musica indipendente nazionale.

    Marco Casciani


    È con grande entusiasmo che annunciamo la riapertura della rubrica Rumori di Fondo, sospesa ormai da troppo tempo, e che continuerà ad essere presente per i prossimi numeri. Siamo infatti convinti che uno spazio da dedicare a musicisti emergenti (di qualsiasi genere essi siano, purchè abbiano tutti il comun denominatore della musica indipendente) sia essenziale per aiutare ad “emergere” e, perchè no, per ampliare la conoscenza musicale del lettore.
    L'underground, il sotterraneo, ma anche semplicemente tutto ciò che viene autoprodotto e che non sia considerato mainstream, può sorprendere, a volte, per le grandi novità e sperimentazioni che gli artisti emergenti applicano con l'intenzione di colpire e lasciare il segno tra il proprio pubblico.

    PER FARMI CONOSCERE LA TUA BAND MANDA UNA MAIL A marco.casciani@urloweb.com

    • imbuteria a dit :...
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    • 14 fév. 2009, 1h43m
    PRIMO MAGGIO TUTTO L’ANNO. CONCORSO PER BAND MUSICALI EMERGENTI. SCADENZA IL 18 FEBBRAIO. I VINCITORI SI ESIBIRANNO A ROMA AL CONCERTO DEL 1 MAGGIO 2009
    Anche quest’anno torna l’atteso concorso Primo Maggio Tutto l’Anno organizzata dall’associazione musicale Il Pentagramma di Bojano.


    Mancano pochissimi giorni al 18 Febbraio, termine ultimo per le iscrizioni gratuite al concorso.
    Per non togliere la possibilità di vivere il proprio sogno a chi avesse deciso di partecipare all’ultimo momento è stato deciso di prolungare il termine di chiusura delle iscrizioni al 18 Febbraio, garantendo quindi a chiunque volesse ancora presentare i propri brani di entrare a far parte della V Edizione di Primo Maggio Tutto l’Anno.
    Per questa edizione della Rassegna è confermata l’importante novità apportata lo scorso anno ovvero il meccanismo di raccolta online del materiale attraverso il portale www.mocambo.tv e caricare i due brani necessari per partecipare alla più importante manifestazione dedicata alla musica emergente e indipendente in Italia!
    La rassegna dà l’opportunità alle band emergenti della nostra regione di ambire al mega concertone che, come di consueto, si terrà il 1 maggio in Piazza san Giovanni a Roma.
    Grazie al successo delle passate edizioni, PRIMO MAGGIO TUTTO L’ANNO si è consolidata come un evento che accompagna per tutto l’anno i protagonisti della musica italiana emergente e indipendente e ha conquistato di fatto il titolo di più importante rassegna per artisti emergenti.
    Il progetto, realizzato da Primata Srl e legato al concerto del 1 Maggio a Roma promosso da CGIL, CISL e UIL, è finalizzato a dare voce e visibilità alla nuova scena musicale italiana.
    La Rassegnaprevede anche quest’anno la presenza di giurie qualificate, composte da esperti del settore, giornalisti, produttori e organizzatori di eventi, che avranno il compito di selezionare gli artisti che accederanno alla fase nazionale che vedrà la sua conclusione a Roma in un grande evento live in più serate nei giorni precedenti il Concertone.
    Durante queste serate verranno decretati i vincitori di questa V edizione che si esibiranno in Piazza San Giovanni al Concerto del Primo Maggio 2009.
    Primo Maggio Tutto l'Anno c/o Associazione Musicale Il Pentagramma, via dei Frentani - 86021 - Bojano (CB) ilpentagramma@yahoo.it
    UN MONDO D’ITALIANI – Italian International e-magazine Network
    diretto da Mina Cappussi
    www.unmondoditaliani.com

    scrivi a minacappussi@gmail.com

    • imbuteria a dit :...
    • Utilisateur
    • 14 fév. 2009, 16h47m
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    • imbuteria a dit :...
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    • 14 fév. 2009, 23h28m
    Strategie mediatiche: complicare le cose semplici
    (8 febbraio 2009)
    Fino a quando le verità elementari saranno offuscate dalle cortine fumogene dei media, profumatamente pagati per confondere le idee, omettere le notizie più importanti, non far emergere mai la sostanza dei problemi?

    La crisi finanziaria mondiale, originata dagli USA, non prevista dai cervelloni pagati per farlo, ha due fattori scatenanti fondamentali: il primo è che in 8 anni di governo Bush il debito pubblico americano è raddoppiato per il costo insopportabile dei 3.000 miliardi di dollari spesi per l’aggressione all’Iraq. L’altro fattore, strutturale, è la crescita di economie importanti come quella cinese, dell’India della Corea, del Giappone, di Taiwan, del Brasile, che hanno strappato monopoli e importanti settori di mercato alla vecchia egemonia americana.

    Per questo secondo fattore non c’è niente da fare, il fenomeno del ridimensionamento Usa è irreversibile, e il vecchio gioco colonialista e guerrafondaio improponibile.

    C’è solo la possibilità di tagliare le immense spese militari che non solo sono all’origine del declino economico, ma a conti fatti, non hanno portato quei vantaggi che la politica colonialista e imperiale ha portato nella storia.

    L’impero romano, e soprattutto quello inglese, indicano con chiarezza quale sarà certissimamente la fine dell’America e della sua pretesa di governare il mondo.

    Quando benedico questa crisi e spero che sia ancora più profonda e devastante di quello che ci appare oggi, lo faccio perché sono certo che di fronte a milioni di disoccupati gli Usa non potranno più giustificare i costi di 900 basi militari sparse nel mondo, non potranno più sostenere la guerra all’Afghanistan, non potranno più tenere in piedi la Nato, e si dovranno occupare di pagare i debiti di cui il più grande creditore è la Cina, di rilanciare l’economia interna, di ridurre la dipendenza dal petrolio, di dare finalmente assistenza sanitaria a quei 50 milioni di americani che sono lasciati a crepare senza aiuto.

    Quando 20 anni fa crollò l’Unione Sovietica, il primo settore che subì giganteschi tagli fu proprio quello delle spese militari, e piano piano l’economia russa si risollevò.

    Il capitalismo americano, con le sue truffe, la sua assenza di etica e di morale, con le sue guerre, le sue incapacità di competere con altre economie, con le sue speculazioni, è fallito, e purtroppo viene aiutato con i soldi pubblici a risollevarsi e continuare nel suo ciclo perverso.

    Ma il fallimento non è solo finanziario. E’ fallito anche un modello di sviluppo che ha recato danni irreversibili all’ecosistema per l’irresponsabilità criminale di chi sostiene che bisogna rilanciare i consumi per uscire dalla crisi, mentre proprio l’insostenibile consumismo e gli sprechi sono all’origine della crisi ambientale.

    Il futuro ce lo garantiranno solo quelle persone e quelle scelte che andranno nella direzione della SOStenibilità, anche demografica. Qualunque politica nazionale deve marciare verso l’autosufficienza energetica con le rinnovabili,e l’autosufficienza alimentare con profonde ristrutturazioni nel senso di una agricoltura diffusa e legata ai consumi dei territori.

    Il presupposto di tutto ciò è che una nuova politica detti le regole all’economia e che la mostruosa globalizzazione sia buttata al cesso e ognuno cerchi di risolvere i problemi a casa propria, anche quelli della sovrappopolazione, perché non è giusto affidarsi alla emigrazione se non ci si vuole responsabilizzare nella procreazione.

    I flussi migratori sono figli della globalizzazione e stanno rendendo invivibili molte nazioni. Non bisogna dimenticare che le religioni, in particolare quella islamica, appoggiano questo fenomeno, e siccome i preti di tutte le risme ragionano su tempi lunghi, sanno benissimo che in pochi decenni la maggiore prolificità dei musulmani porterà a nuove maggioranze, e per chi ha l’obiettivo di combattere gli “infedeli” è una strada in discesa.

    8 febbraio 2009

    Paolo De Gregorio

    • imbuteria a dit :...
    • Utilisateur
    • 15 fév. 2009, 18h14m

    grillo

    Tremorti è in giro per l’Europa a parlare di Nuovo Ordine Mondiale. Lo psiconano inizia a nutrire qualche preoccupazione per l’economia. La Marcegaglia degli inceneritori annuncia un rischio povertà. L’Italia produce sempre meno, - 0,9% il PIL nel 2008. L’Italia si indebita sempre di più, il debito pubblico è di quasi 1.700 miliardi di euro. Dall’inizio dell’anno centinaia di migliaia di precari hanno perso il lavoro in silenzio. Tecnicamente non erano dipendenti, ma lavoratori a progetto. Terminato il finto lavoro a progetto, in realtà un vero lavoro continuativo, tutti a casa senza nessun paracadute sociale grazie alla legge Maroni intestata a Biagi. Il precario del 2007 è diventato il non licenziato del 2009. Nè vivo, nè morto, uno zombie sociale.
    Le fabbriche chiudono senza sosta nell’indifferenza dell’informazione. Dei manifestanti non si occupa la solidarietà pubblica. Il manganello della Polizia arriva invece implacabile sul cranio del cassintegrato, del disoccupato, del padre di famiglia che alza la voce. Gli stabilimenti Fiat di Pomigliano D’Arco hanno funzionato solo per poche settimane dall’agosto 2008, sono a rischio chiusura. La protesta è finita a mazziate la scorsa settimana sull’autostrada. Non è l’unica, sono decine, note però solo ai mazziati e ai mazzolatori. I lavoratori dell’INNSE, fabbrica chiusa dopo decenni, sono stati caricati il 9 febbraio a Milano. Un militare per ogni bella ragazza e un celerino per ogni operaio disoccupato.
    Ormai parlare degli zoccoli dei bisonti è riduttivo. Ogni giorno mi arrivano appelli di lavoratori di aziende che chiudono da ogni parte d’Italia.Testa d’Asfalto si preoccupa delle intercettazioni e di fare propaganda elettorale in Sardegna mentre l’Italia affonda. Le isole di disoccupazione sono ancora a macchia di leopardo, ma entro giugno si salderanno tra loro. I celerini non basteranno, bisognerà chiedere aiuto ai caschi blu. A inizio gennaio il PIL per quest’anno era -1%, dopo poche settimane siamo arrivati a previsioni di -3%. Il gettito fiscale diminuirà per l’effetto combinato di chiusura delle fabbriche e della caduta dei consumi. L’ultimo salvagente di Tremorti per continuare a pagare le pensioni e gli stipendi dei quasi quattro milioni di dipendenti pubblici sono i titoli di Stato. Tra nuove emissioni e titoli in scadenza sono da acquisire dal mercato centinaia di miliardi di euro per coprire il debito dello Stato. Insieme ai nostri ci saranno, però, anche migliaia di miliardi di euro di titoli messi in vendita dagli altri Stati. Che sono meno indebitati di noi e senza rischio default. Tremorti è ormai in pieno delirio. Se lo intervisti fugge. Quando parla da solo nomina il Nuovo Ordina Mondiale. Se non sarà tsunami, mi mangio il cappello.

    • imbuteria a dit :...
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    • 15 fév. 2009, 19h15m
    World Social Forum
    Pubblicato da Gaetano Farina alle 16:26 in America Latina, Diritti, Globalizzazione, Guerre, Immigrazione, Italia, Lavoro, Media, New Media, Non Profit, Politica, Potere, Sviluppo Sostenibile, U.S.A.




    Si è concluso a Belem, nell'Amazzonia brasiliana, il World Social Forum (WSF), il forum mondiale per una globalizzazione alternativa giunto alla nona edizione e che, quest'anno, ha registrato la partecipazione di oltre 100mila iscritti provenienti da 6mila organizzazioni di tutto il mondo, tra cui nutrita anche la presenza italiana (Acli, Libera, Terra Futura, Legambiente, Fair Watch, Caritas, ecc.).

    Il WSF - che si caratterizza come uno spazio aperto, plurale, diversificato, non istituzionale, dove viene stimolata la libera discussione e la riflessione per costruire esperienze di scambio ed alleanze tra i movimenti e le organizzazioni impegnate in strategie e azioni concrete per un mondo più giusto e democratico - da anni sfida provocatoriamente il contemporaneo World Economic Forum di Davos che invece riunisce i personaggi più potenti del mondo a livello economico e politico. I WSF si svolgono nelle cosiddette periferie mondiali: il precedente si era tenuto, nel 2007, a Nairobi, in Kenia. Quest'anno è ritornato in Brasile, da cui era partito, nel 2001 a Porto Alegre.

    Iniziato il 27 gennaio scorso con una imponente e spettacolare celebrazione indigena e una marcia di migliaia persone per le strade di Belem, il forum, al posto di politici e registi dell'economia mondiale, ha visto come protagonisti, per sei giorni, indigeni, contadini, attivisti, blogger, chiese e molti movimenti femminili: poche autorità istituzionali, più spazio a chi opera dal basso ed agli intellettuali di matrice ambientalista.

    Organizzate in workshop, assemblee, cerimonie e seminari, associazioni e comunità hanno dibattuto di crisi globale - che molti partecipanti vedono come una grande occasione per rilanciare l'attualità dei principi di base del Forum contro il neoliberismo ed il capitalismo di rapina - decrescita, ambiente, autodeterminazione, diritti umani, delle promesse del nuovo presidente americano Barak Obama, ponendosi l'obiettivo di comporre un calendario di appuntamenti condiviso per orientare l'azione, a livello planetario, di movimenti, sindacati ed associazioni per i prossimi mesi.



    In particolare, il secondo giorno del Forum sociale mondiale è stato dedicato completamente ai 500 anni di resistenza, conquiste e prospettive delle popolazioni indigene e afro-discendenti. Del resto, la regione amazzonica è una delle ultime del pianeta che rimane in parte preservata, in un spazio geografico di valore incommensurabile per la sua biodiversità e per il fatto che aggrega attorno a sé tanti movimenti sociali che lottano per un mondo sostenibile, solidale e democratico.



    Il Forum ha chiesto, inoltre, all'Onu di smettere di concedere finanziamenti alle imprese multinazionali per i loro aiuti alimentari e aumentare, invece, gli investimenti nell'agricoltura familiare e nell'economia solidale.

    Sebbene scarsamente celebrato dalla stampa italiana, il Forum Sociale Mondiale - incontrando esperienze concrete, decentrate, sostenibili, che partono dal basso, autorganizzate - rimane un'importante occasione per ripensare lo sviluppo e "per rispondere alla crisi globale provocata da un modello economico improntato sulla crescita e sulla distruzione ambientale" come sostengono i suoi organizzatori.



    Gaetano Farina

    • imbuteria a dit :...
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    • 15 fév. 2009, 21h49m
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    Made in Maremma Project

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    Made in Maremma Project


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    IN DATA 28 FEBBRAIO SCADRA' IL TREMINE PER LE ISCRIZIONI A MADE IN CASTIGLIONE 2009. PER PARTECIPARE ANDARE SUL SITO WWW. MADEINMAREMMA. IT ISCRIVERSI AL SITO E DOPO POTRAI INVIARE TUTTO IL MATERIALE. LE SELEZIONI INIZIERANNO DAI PRIMI DI MARZO CON CONCERTI IN TUTTA LA TOSCANA. SEMIFINALI E FINALI IL LUGLIO/AGOSTO A CASTIGLIONE DELLA PESCAIA CONCORSO TOTALMENTE GRATUITO !!!!

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    • 15 fév. 2009, 21h59m
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    SERGIOBELLOTTI

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    SERGIOBELLOTTI


    Quando:
    Martedì, 17 feb 2009, 02.00

    Dove:
    ITALY
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    cesena
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    febbraio 2009 in sintesi 16 Lezioni Private a Roma 17-Masterclass al conservatorio di Cesena 18 Concerto al Teatro Nuovo di Salerno 19 Concerto e Masterclass al Teatro Nuovo Di Salerno 20- Masterclass e Concerto a Martina Franca (Ta) (pochissimi posti disponibili-PRENOTA ORA) 21-Lezioni Private a Martina Franca (Ta) e concerto al Jazz Club Petra di Ceglie M (Br)
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    • imbuteria a dit :...
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    • 16 fév. 2009, 18h03m
    Crisi: Megale, Bonanni continua a sbagliare
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    “Bonanni continua a sbagliare”. Così, in un’intervista al "Tg La7", il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, replica alle parole del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che oggi ha definito ‘demagogica’ la proposta della Cgil di istituire un’imposta aggiuntiva temporanea per i redditi oltre i 150 mila euro. “Forse più che rimproverarci dovrebbe ritornare a sostenere con noi la piattaforma unitaria sul fisco, perché divisi i lavoratori sono più deboli. L’unità, infatti, è indispensabile per tutelare meglio i lavoratori, a maggior ragione in tempi di crisi e di emergenza come questi”, aggiunge.

    “Dovrebbe leggere con più attenzione la nostra proposta”, continua il dirigente sindacale nel ricordare la piattaforma unitaria sul fisco del novembre 2007. “Una piattaforma costruita durante il governo Prodi che ci avrebbe portato ad uno sciopero generale unitario. Mentre, al contrario, durante il governo Berlusconi, per sostenere la stessa piattaforma, abbiamo dovuto scioperare da soli”. “Non abbiamo il difetto ideologico che Bonanni ci ha additato - sostiene Megale - siamo un grande sindacato, con una grande tradizione e con un profilo riformista molto alto. Il vero interrogativo senza risposta è perché Bonanni abbia ritenuto di fare un accordo separato”.

    Sul federalismo fiscale, invece, “le preoccupazioni di Bonanni - conclude il segretario confederale della Cgil - sono anche le nostre: il governo, infatti, anche qui si sta muovendo non male, ma malissimo. Mentre professa l’ideologia federale propone l’idea di una tassazione regionale sui lavoratori dipendenti che è inaccettabile, assolutamente inutile e dannosa, a maggior ragione in un quadro dai costi incerti e destinati a crescere”.

    • imbuteria a dit :...
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    • 16 fév. 2009, 18h05m
    Francia: Incontro Sarkozy-sindacati
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    Di fronte a segnali di crisi sociale che avanzano nelle isole e di peggioramento del clima sociale che si manifesta a Parigi, mercoledì prossimo Nicolas Sarkozy dovra' annunciare alle parti sociali misure concrete 'con effetto immediato' . Secondo il quotidiano Le Monde, l'incontro verterà sul problema del potere d'acquisto sollevato a piu' riprese, anche con scioperi, dalle organizzazioni dei lavoratori. La riunione di mercoledi' - scrive Le Monde - 'suscita forti attese'. La presidenza esclude, comunque, cambiamenti di rotta sulla risposta del governo alla crisi, rispetto alla scelta strategica di puntare sugli investimenti, per difendere
    industrie e posti di lavoro.

    Secondo l' Eliseo, 'i consumi tengono sempre', e la priorita' e' quella di 'mantenere l'occupazione'. I sindacati - forti di aver portato in piazza il 29 gennaio due milioni e mezzo di persone e pronti ad ulteriori prove di forza - vorrebbero invece che si attui una svolta e che il governo punti decisamente sull'aumento del potere d'acquisto, con interventi sui salari e sulle pensioni e con un taglio di un
    punto dell'iva.
    16/02/2009 18:20

    • imbuteria a dit :...
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    • 16 fév. 2009, 18h09m
    Scalo internazionale
    "Lo stivale sudicio", l’Italia vista dalla Germania
    stampa l'articolo |
    Pillole dai media esteri. Sueddeutsche Zeitung: il declino dell'Italia. The Economist: oltre l'ombra di Keynes, l'insegnamento di Irving Fisher. The American Prospect: immigrazione. Questione di inquadrature

    di (a cura) Davide Orecchio e Martina Toti


    Il declino dell’Italia
    Sueddeutsche Zeitung

    Uno "stivale sudicio", un Paese in "drammatico declino": è questa l'immagine dell'Italia che il giornalista americano Alexander Stille dà ai lettori del quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung in un servizio di copertina del suo magazine settimanale. Nell'articolo intitolato "Der Stinkstiefel" (Lo stivale che puzza) Stille descrive l'Italia come un Paese "a terra" dove "la politica è corrotta e l'economia all'ultimo stadio".

    Il magazine scrive che "da 14 anni l'Italia è governata quasi ininterrottamente da un miliardario capriccioso imputato in 17 processi, il quale tuttavia gode di un'enorme maggioranza tra gli elettori". Stille ricorre a toni decisamente poco soft per descrivere Berlusconi al pubblico tedesco, e lo definisce un industriale “abituato a circondarsi di sottoposti e lacchè che ridono automaticamente alle sue barzellette stupide. Un uomo provvisto di un potere talmente grande che non distingue più tra comportamenti pubblici e privati, e che si comporta sempre come se fosse seduto al desco del proprio tinello”. Per Stille, Berlusconi sta riducendo il ruolo del Parlamento italiano a una “funzione cerimoniale”, in un luogo dove hanno diritto di parola solo i maggiorenti dei partiti.

    L'articolo prosegue poi osservando come "una grande economia nazionale" sia diventata "una delle più deboli del continente”. Nell’epoca dei mercati protetti il sistema italiano aveva in qualche modo funzionato, ma nell’epoca della moneta unica e della competizione globale le cose sono cambiate. Stille usa come termine di riferimento quanto tempo e denaro costa creare una nuova impresa: in Italia ci vogliono in media 5 mila euro, 62 giorni e 16 diversi passaggi burocratici. Quando in Gran Bretagna occorrono 381 euro, 4 giorni e 5 soli atti amministrativi; e negli Stati Uniti bastano 167 euro, 4 giorni e 4 pezzi di carta.

    Stille non risparmia nemmeno il Governo Prodi, osservando che durante il suo mandato "l'economia ha proseguito il suo trend al ribasso, mettendo a segno, nel 2006 e nel 2007, altri due anni di crescita zero”. L'Italia, ricorda l'articolo, aveva fino al 1989 circa, un prodotto interno lordo (Pil) pari a quello della Gran Bretagna, mentre tra il 1996 e il 2006 il Pil è cresciuto in media solo dell'1,1% all'anno, contro il 2,3% in Gran Bretagna, il 2,8% in Spagna e l'1,7% nella zona euro.


    Instabile come l’occupazione
    The New York Times - USA
    La recessione morde e i posti di lavoro si perdono a milioni. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro prospetta 50milioni di disoccupati in più dall’inizio della crisi –nata negli Stati Uniti nel dicembre 2007 – fino alla fine di quest’anno. La voce dei lavoratori intanto si fa sentire. Nelle scorse settimane proteste e manifestazioni hanno inondato le strade non solo dell’Italia ma anche del Cile, della Grecia, della Bulgaria e dell’Islanda.

    Il quotidiano statunitense New York Times ne dà conto in un articolo che passa in rassegna le ragioni e le sorti del mondo del lavoro. In Islanda, ad esempio, il governo è caduto il mese scorso sotto il peso di un tasso di disoccupazione esorbitante e dell’aumento dei prezzi. Le economie emergenti dell’Europa dell’Est, dal canto loro, temono la chiusura del libero mercato e la fine di politiche filo-occidentali, mentre nei paesi in via di sviluppo il rischio è che si scelga la via del protezionismo ai danni del commercio globale. E non è un caso se, come scrive il quotidiano newyorkese, eventuali misure protezioniste siano state oggetto di “intenso dibattito” in occasione degli incontri del G7 riunito a Roma nell’ultimo fine settimana.

    Altre stime – quelle del Fondo Monetario internazionale –si aspettano che nel 2009 la crescita economica globale r aggiunga il suo punto più basso fin dalla Depressione del ’29. Al momento, la crisi colpisce duramente anche i colossi asiatici: Cina, Taiwan e persino l’India che, ricorda l’articolo del New York Times, ha perso 500mila posti di lavoro tra l’ottobre e il dicembre 2008.


    Oltre l’ombra di Keynes
    The Economist- UK
    Molti vedono nelle scelte del nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l’impronta dell’economista inglese John Maynard Keynes, ma il settimanale britannico The Economist trova nelle dichiarazioni e nelle azioni al vaglio della squadra presidenziale anche altre risonanze, quelle di un economista americano: Irving Fisher, morto un anno dopo Keynes.

    Il pallino di Fisher – ricorda l’Economist – era la spirale deflazionistica, ovvero il crollo dei prezzi, e così si possono leggere anche le parole del presidente Obama: “Ci troviamo davanti – spiegava Obama poco dopo essere stato eletto – a una crisi economica di proporzioni storiche… Ora rischiamo di cadere in una spirale deflazionistica che potrebbe aggravare ancora di più il nostro debito già imponente”. Per l’Economist il richiamo è chiaro: non solo – o non tanto – allo spettro della Grande Depressione ma anche a uno dei più grandi intellettuali di quell’epoca: Irving Fisher appunto, che John Maynard Keynes – di certo più citato in queste settimane – definiva il “bisnonno” delle sue stesse teorie su come le forze monetarie influenzassero l’economia reale.

    Insomma, anche se raramente il suo nome viene ricordato i politici americani stanno applicando le idee di Fisher che, se fosse vivo, oggi “ci direbbe di evitare la deflazione, e di preoccuparci di tutto quel debito interno” – riferisce il settimanale citando lo studioso canadese Robert Dimand.

    Quale sarebbe, però, la soluzione?, si interroga l’Economist. Per Fisher “dal punto di vista economico era sempre possibile fermare o prevenire una depressione semplicemente innalzando il livello dei prezzi a quello medio a cui i debiti erano stati contratti”. A differenza di Keynes, Fisher non riunì mai le sue teorie in un testo compiuto e si limitò a considerare gli aspetti finanziari della depressione. Eppure – conclude l’Economist - “le sue intuizioni restano vitali e sono filtrate, forse involontariamente, nel pensiero dei politici di oggi”.


    Immigrazione. Questione di inquadrature
    The American Prospect – USA
    Altri possibili effetti della crisi hanno a che fare con i lavoratori migranti. E anche su questo fronte gli Stati Uniti si interrogano. A scriverne è la rivista The American Prospect in un articolo intitolato “L’economia reale della riforma dell’immigrazione”. Per Cristina Jimenez, che firma il pezzo, “sarebbe una mossa brillante se l’amministrazione Obama inserisse nel pacchetto di stimolo anche norme in favore dell’immigrazione” e questo perché – contrariamente alla convinzione comune – i lavoratori immigrati favoriscono la produttività e la creazione di posti di lavoro in molti settori diversi dell’economia.

    Eppure, capita spesso che le riforme sull’immigrazione siano le prime a saltare in un momento di recessione. E qui The American Prospect cita il Wall Street Journal, che scrive: “Spingere qualsiasi tipo di riforma dell’immigrazione e, in particolare, una che includa un percorso verso la legalizzazione, è molto più difficile in un contesto in cui gli americani perdono il posto di lavoro”.

    Niente affatto – sostiene invece l’articolo dell’American Prospect: la questione dell’immigrazione va vista sotto una nuova luce. Occorre cambiare inquadratura. Innanzitutto, minori diritti per i lavoratori migranti significa minori diritti per tutti. “Soltanto quando gli immigrati irregolari avranno la possibilità di esercitare i propri diritti appieno crescerà la pressione per gli standard salariali e di lavoro di cui beneficeranno anche gli altri.” Continua l’articolo: “Sostenere che immigrati e locali competono per le stesse professioni significa non comprendere le dinamiche del potere di un mercato del lavoro a due facce che impedisce ai lavoratori di incontrarsi su un campo equo. Non è la semplice presenza di immigrati irregolari a danneggiare i lavoratori locali, bensì è il loro sfruttamento a rendere più difficile che i lavoratori esercitino il controllo sulle condizioni di impiego”.
    16/02/2009 18:03

    • imbuteria a dit :...
    • Utilisateur
    • 17 fév. 2009, 16h46m

    grillo

    La Grande Purga
    O il PDmenoelle si purga da solo, o va purgato dagli italiani. Ci vuole una Grande Purga per liberarsi dai rifiuti tossici della sinistra. Bisogna ispirarsi a Stalin e ai processi degli anni ’30. Senza spargimenti di sangue, sono sufficienti i voti delle prossime elezioni amministrative ed europee di giugno. Lo psiconano non vince per meriti propri, ma per la manifesta incapacità di Veltroni e Fassino e per il collaborazionismo di D’Alema, Bersani, Violante, La Torre, eccetera, eccetera. Essere candidati dal PDmenoelle equivale a un suicidio politico, a un bacio della morte.
    Il PDmenoelle è il miglior amico del nemico. Gli ha regalato per decenni le frequenze radiotelevisive. Un bene dello Stato che consente allo psiconano di arricchirsi con la pubblicità e di operare un lavaggio del cervello quotidiano ai cittadini. Giorno e notte. Instancabile. In cambio di cosa Violante? Qual è stato il baratto?
    Il PDmenoelle non ha eliminato nessuna legge porcata. Non ha riformato la legge elettorale, quella che consente a Fassino di far eleggere la sua consorte, la signora Serafini, per SETTE volte in Parlamento e a Topo Gigio di nominare deputato Enzo Carra, un condannato in via definitiva. Non si è mai occupato del conflitto di interessi. Berlusconi è figlio di Craxi, ma, dopo la morte del padre, è stato adottato dalla coppia D’Alema-Violante.
    Ci vuole una grande purga per ripartire. Il Paese ha bisogno di alternative per cambiare, non di questi cialtroni. Veltrusconi non è un’alternativa, è un comitato di affari. A Piazza Farnese hanno parlato i familiari delle vittime di Mafia. Non un politico, dico uno, del PDmenoelle si è degnato di partecipare. Lo scorso luglio Piazza Navona era piena di elettori della sinistra sbertucciati dallo Scemo del Villaggio Globale, detto Topo Gigio, detto Walterloo, detto Veltroni. I referendum per cambiare le regole dell’informazione, la legge popolare per un Parlamento Pulito sono state ignorate, demonizzate. Populisti, demagoghi, qualunquisti. Chi ha partecipato ai V-day è stato trattato come un appestato. La legge popolare Parlamento Pulito è ferma alla Commissione del Senato anche grazie ai membri del PDmenoelle. Mai sentita la loro voce in proposito. Ma alla bisogna, per evitare il processo a un parlamentare, Veltrusconi è sempre un sol uomo. Kamenev D’Alema si faccia processare, Zinoviev Violante entri nello studio di Ghedini, Bukharin Bersani si iscriva alla Confindustria della Marcegaglia a degli inceneritori e delle centrali nucleari.
    Un partito farsa non ha bisogno di processi farsa. Questi non si faranno processare da nessuno anche se arriveranno al 3%. Se Craxi ha distrutto il PSI, questo gruppo di politicanti a tempo pieno ha distrutto l’intera sinistra. Addavenì Baffone!

    Ps. Oggi l'avvocato Mills è stato condannato a 4 anni e 6 mesi. Tutte le informazioni sul caso Mills e sul coinvolgimento di Silvio Berlusconi sono disponibili nel post Mills giudicato, Berlusconi condannato.

    • imbuteria a dit :...
    • Utilisateur
    • 17 fév. 2009, 16h57m
    Dopo la sconfitta
    Pd, Veltroni conferma le dimissioni
    stampa l'articolo |
    Il coordiamento del partito le aveva rifiutate, ma il segretario le conferma. Lo ha spiegato il portavoce del partito Andrea Orlando leggendo una nota diffusa al termine del coordinamento


    Walter Veltroni ha confermato davanti al coordinamento le sue dimissioni da segretario del Pd. Domani il leader del Pd dovrebbe tenere una conferenza stampa. "Dopo una discussione di diverse ore, il segretario ha deciso di mantenere l'orientamento espresso questa mattina e di rassegnare le dimissioni da segretario nazionale del Pd". Cosi' ha spiegato il portavoce del partito Andrea Orlando leggendo una nota diffusa al termine del coordinamento.
    17/02/2009 17:17

    • imbuteria a dit :...
    • Utilisateur
    • 18 fév. 2009, 19h05m
    é nato: http://www.lastfm.it/group/fammiscegliere
    per diffondere l'iniziativa di pressione per una vera legge sul fine vita, iscrivetevi e partecipate all'iniziativa firmando la petizione sul sito ufficiale!

    (contro le torture di stato e le speculazioni degli accanimenti terapeutici)

    • imbuteria a dit :...
    • Utilisateur
    • 18 fév. 2009, 19h15m

    fammiscegliere.com

    Vogliamo dare vita ad una campagna, durante queste settimane di dibattito parlamentare, per sostenere una buona legge sul testamento biologico: una legge che lasci piena libertà di scelta alla persona per quanto riguarda la fine della propria vita. Diciamo "fammi scegliere" perché ciascuno possa decidere liberamente quali trattamenti vuole che gli vengano somministrati e quali no in caso si trovi in stato d'incoscienza. Non diamo a questa iniziativa alcun segno di appartenenza partitica, ma ci rivolgiamo direttamente a tutte le persone che credono nella libertà dell'individuo e nella sua capacità di scelta. Mettiamo al centro l'esperienza personale, senza nessun altro riferimento ideologico. Vogliamo farci ascoltare da chi siede in parlamento e vota le leggi. L'adesione alla campagna si concretizza nell'esposizione di un semplice simbolo: una X che rappresenta la scelta, con due linee di diverso colore che si incrociano, perché ognuno è libero di prendere la strada che preferisce. Un simbolo da mettere su blog, social network, in casa, alle finestre, indosso, in luoghi pubblici e privati. Siamo convinti, al di là degli steccati ideologici, che la maggioranza degli italiani pensi che le persone siano in grado di decidere da sole quando si tratta della propria vita e che non vogliano delegare questa scelta a nessun altro. E allora facciamola vedere questa Italia diversa da quella che viene rappresentata in tv e in parlamento: un’Italia più libera e più umana.
    Fammi scegliere, voglio il testamento biologico, voglio una buona legge.

    http://www.lastfm.it/group/fammiscegliere


    http://www.fammiscegliere.com/

    • imbuteria a dit :...
    • Utilisateur
    • 18 fév. 2009, 19h27m
    Campagna di adesione ad AudioCoop per il 2009
    Posted by Toast Records on 18 February 2009 at 11:23am
    Send Message View Toast Records's blog
    Ha preso il via in questi giorni la campagna di adesione ad
    AudioCoop per il 2009.

    AudioCoop ad oggi è di fatto la terza associazione di categoria
    che raccoglie discografici, editori, produttori indipenenti ed
    Artisti, con una fetta di mercato stimata intorno al 5%.

    AudioCoop, in questi anni, ha posto le basi per una formazione
    capillare e diffusa del mondo delle "indies". Ha ottenuto per
    i suoi associati il riconoscimento alla ripartizione per i
    diritti connessi sulla copia privata e sulla diffusione sui
    media radio-televisivi. Si è adoperata per promuovere la musica
    italiana all'estero. Si è battuta per la tutela dei diritti di
    tutto il settore nella nota vicenda legata all'Enpals.

    Nel futuro immediato AudioCoop si pone vari obiettivi, tra cui:

    1) Allargamento della rappresentanza associativa mediante il
    tesseramento non solo di Etichette, produttori ed Editori
    indipendenti ma anche di quegli artisti che, autoproducendosi,
    sono di fatto imprenditori musicali

    2) Perfezionamento della trattativa in corso con i sindacati,
    il Ministero del Lavoro e l’Enpals per il raggiungimento di
    un accordo che tenda a sciogliere il nodo legato al DM del
    2003 e possa portare alla stesura di un CCNL del settore.

    3) Rilancio del sostegno ad una legge per la musica.

    4) Realizzazione di un "codice etico" per la musica live,
    che valorizzi la rete di locali, circoli e festival che
    riconoscono la "dignità professionale del musicista" e si
    impegnano a rispettare le regole.

    Per le modalità di adesione digitarere:
    http://www.audiocoop.it/ita/ass_aud.html

    • imbuteria a dit :...
    • Utilisateur
    • 19 fév. 2009, 1h58m

    http://www.soundislife.it/

    SOUND IS LIFE è un concorso musicale promosso dalla LEVENT srl, in collaborazione con il Dimmidisi di Roma, rivolto a tutti gli artisti e le band che propongono composizioni originali.
    Il festival nasce con l'idea di dar la possibilità agli artisti in gara di farsi ascoltare da una giuria di esperti del settore musicale e dello spettacolo ( discografici, critici musicali, musicisti di fama nazionale, addetti ai lavori ecc...) e di poter vincere un contratto di management per i live della stagione 2009/2010.

    La seconda edizione del concorso sarà particolarmente ricca di occasioni ed eventi speciali (video, interviste ecc...) che saranno di volta in volta annunciati su questo sito o comunicati agli artisti ammessi al concorso.



    La manifestazione avrà luogo nel mese di Marzo 2009 e comprenderà 8 serate , che si svolgeranno dal 2 al 26 Marzo 2009.



    La partecipazione al concorso è riservata agli artisti singoli e gruppi musicali che eseguono musica originale vocale o strumentale. Sono accettati tutti i generi musicali (dal rock allo ska punk, dal reggae al funk, dal dub all'elettronica, dal blues al metal etc).

    LEGGI IL REGOLAMENTO DEL CONCORSO SOUND IS LIFE, EDIZIONE 2009



    IMPORTANTE: TERMINE ULTIMO D'ISCRIZIONE: 20 FEBBRAIO 2009 (saranno ammessi solo i plichi arrivati entro il 25 febbraio) Tutto il materiale pervenuto dopo tale data verrà cestinato.

    L’iscrizione potrà avvenire dal giorno 1 dicembre 2008 fino al termine ultimo del 20 Febbraio 2009 .

    INDIRIZZO CUI INVIARE IL MATERIALE:

    CONCORSO SOUNDISLIFE c/o DIMMIDISI
    Via dei Volsci 126, b 00185 ROMA

    Materiale Necessario per l'iscrizione

    scheda d'iscrizione debitamente compilata, scaricabile su questo sito.

    n. 1 (uno) CD contenente la registrazione di almeno tre canzoni scritte e/o eseguite inedite e originali con relativa indicazione dei titoli, dell’autore dei testi e/o della musica;

    n.3 testi delle suddette canzoni scritte e/o eseguite inedite e originali;

    fotocopia di valido documento d’identità firmato dal solista o dal rappresentante/responsabile del gruppo;

    n. 1 (una) fotografia del solista o del gruppo;

    n. 1 (una) breve curriculum vitae del solista o del gruppo musicale ed eventuale logo e/o marchio;

    una scheda tecnica e l’indicazione della disposizione sul palco (stage plan);

    la copia della ricevuta di avvenuto pagamento

    • imbuteria a dit :...
    • Utilisateur
    • 19 fév. 2009, 18h54m
    Il Millsgate e il Corriere della Sera
    Beppe Grillo
    Oggi, 02:51 p.


    Il Corriere della Sera e il processo Mills
    Negli anni ' 70 il Corriere della Sera era nelle mani della P2. Angelo Rizzoli, il proprietario, aveva la tessera 532, Tassan Din, il direttore generale, la tessera 534 e Franco Di Bella, direttore del giornale, la tessera 655. Oggi, anno 2009, chi controlla il Corriere della Sera? Chi suggerisce gli editoriali di Panebianco e di Battista? Chi ha ordinato a Mieli di togliere le inchieste giornalistiche di Why Not a Carlo Vulpio senza alcuna ragione apparente? Chi è la P3 che governa il Corriere della Sera? Dov'è la nuova lista di Castiglion Fibocchi?
    Ieri, tutti i giornali del mondo hanno riportato la notizia della condanna di Mills. L'avvocato corrotto da mister B. Hanno spiegato che lo psiconano non è stato giudicato per il lodo Alfano. Una legge che si è fatto su misura e che lo rende intoccabile. Hanno argomentato che nessun premier sospettato di corruzione per evitare la condanna in due processi sarebbe ancora al suo posto in un Paese normale, democratico, occidentale. Se non si fosse dimesso lo avrebbero cacciato. Leggetevi El Pais, The Guardian, Le Figaro, The Herald Tribune. La reputazione di un Paese è importante come e più della sua economia e noi l'abbiamo persa. Se gli Stati Uniti hanno avuto il Watergate, l'Italia ha il suo Millsgate. Se Nixon sospettato di corruzione avesse imposto al Congresso una legge per la sua impunità e il corrotto fosse stato condannato, Nixon sarebbe stato cacciato in due minuti.
    Li immaginate in quel caso titoli del Wall Street Journal o del New York Times?
    Il Corriere della Sera è invece diversamente giornale.
    Il Corriere della Sera ha toccato il fondo con la prima pagina di ieri. Meglio della Pravda.
    Il titolo principale è: "Veltroni si dimette, il Pd è nel caos". L'editoriale di Panebianco Cuor di Leone è dedicato a: "Il Peso delle Oligarchie". A centro pagina campeggia: "Intercettazioni, Mancino attacca".Seguono in ordine di dimensione: "Maltrattati gli animali delle fiction Rai "(il solo titolo 15 x 2,5 cm), "Benigni, show politico su Berlusconacci e i gay" (9x7,3 cm), "Mori prepara le ronde anti-ronde" (13x3,6 cm), la vignetta di Giannelli (9x6 cm), "Roma: sparano alle gambe a Calvagna, regista del 'Lupo'" (5,7x5,5 cm) e "Il fondatore della tv islamica: 'Ho decapitato mia moglie'" (5,7x5,5 cm).
    La notizia su Berlusconi presidente del Consiglio imputato a Milano al processo Mills per il quale il corrotto è stato condannato a 4 anni e mesi ha un riquadro di 3,5x9 cm. Nel titolo non è neppure menzionato Berlusconi: "Mills corrotto. Condannato a 4 anni e mezzo". Persino il colore di richiamo di un pezzo dale dimensioni di un francobollo è studiato per non attirare l'attenzione del lettore: un azzurrino chiaro al posto del blu e del rosso usati per gli altri. Infine, l'articolo è a pagina 21, dopo i gossip e le notizie di cronaca.
    Licio Gelli disse: "Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media". Chi controlla il Corriere della Sera e con quali obiettivi? L'elenco della P3 è in via Solferino 28 a Milano o a un altro indirizzo?

    Copertina del Corriere della Sera 18 febbraio 2009




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    Desaparecidos
    Beppe Grillo
    Ieri, 09:56 p.


    "Era una bella giornata. Fuori. Andate fuori un po' a giocare". I desaparecidos gettati dagli aerei militari non avevano il senso dell'umorismo. E neppure il governo argentino che ha convocato il nostro ambasciatore a Buenos Aires al quale ha espresso preoccupazione e disagio. "Los vuelos de la muerte" prevedevano un tuffo dagli aerei militari nel Rio della Plata o nell'Oceano Atlantico. Migliaia di dissidenti hanno provato l'ebrezza del volo. El Clarin riporta i commenti degli argentini nei confronti dello psiconano. Non ne capiscono il senso dell'umorismo. Per lui Mangano è un eroe e Craxi uno statista. Scherza sempre sulla pelle degli altri.

    • imbuteria a dit :...
    • Utilisateur
    • 20 fév. 2009, 20h40m
    Museruola alla rete: spunta il disegno di legge Carlucci. Firma la petizione sul copyright
    17-02-2009
    Dopo la proposta di legge sulla pirateria digitale e l'approvazione al Senato di un emendamento che in sostanza introduce una sorta di filtraggio/censura dei contenuti pubblicati in rete e attribuisce agli intermediari la responsabilità di quel che viene pubblicato, ecco spuntare alla Camera il disegno di legge 2195 (presentato da Gabriella Carlucci) volto ad assicurare la tutela della legalità in internet e a delegare al Governo l'istituzione di un fatidico Comitato per la tutela della legalità in Rete. Tutti questi provvedimenti concorrono a determinare una situazione in cui viene colpevolizzata la rete in quanto tale e a limitare la libera circolazione delle informazioni attraverso internet. Siamo contrari a questo approccio: rendendo responsabili gli intermediari si andrebbero a mettere a rischio gli aspetti positivi in termini di libertà di espressione, democrazia ed efficienza del mercato che la Rete ha significato sinora.

    Sia ben chiaro, in Rete i cittadini devono avere gli stessi doveri previsti nel mondo reale, la legge deve essere rispettata, chi compie atti illeciti deve essere sanzionato. Perché questo sia possibile però non serve uccidere la Rete, bisogna invece al più presto adottare in Italia una norma sull'anonimato protetto che consentirebbe di colpire e sanzionare tutti coloro che commettono illeciti sanzionabili civilmente e penalmente. Senza per questo tornare al medioevo della comunicazione.

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