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Ieri sera hanno ucciso la "gatta".
Al Rolling Stone di Milano, noi sfortunati, arrivati sul posto con largo anticipo per accaparrarci le prime file, invece di assistere al concerto di Cat Power, abbiamo sentito l'assolo, di quasi due ore, del suo chitarrista.
Da assidua frequentatrice delle prime file, è la prima volta che mi capita di trovarmi di fronte a un'acustica così pessima.
La voce di lei era praticamente inesistente, mentre i volumi del resto della band, in primis quello del chitarrista, erano alle stelle.
E' stato come vedere un pesciolino boccheggiare in una boccia di vetro.
Cat, dopo ripetuti tentativi da parte dell'audience di richiamare la sua attenzione sulle problematiche acustiche della serata, se n'è andata con un «... I apologize...», pronunciato a testa bassa.
Un vero peccato, perché la gatta, oltre a essere talentuosa, ha anche un gran bel timbro: intenso, caldo e suadente. …